Opera Roma: c’è l’accordo per evitare i licenziamenti

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E’ stato firmato l’accordo tra Teatro dell’Opera di Roma e sindacati sul risanamento e il rilancio dell’Ente e che eviterà il licenziamento dei 180 membri di orchestra e coro. L’intesa, sottoscritta da tutti e 7 i sindacati e che il 24 andrà all’esame del Cda, prevede risparmi per 3 mln e l’impegno a non scioperare sui temi dell’accordo. Una parte degli stipendi accessori di tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera, musicisti e tecnici, sarà congelata negli anni 2015-2016. Lo prevede l’accordo raggiunto nella notte tra la fondazione e i sindacati. Se si dovesse raggiungere il pareggio di bilancio, gli stipendi verrebbero recuperati.

“Sono contento perché siamo riusciti a salvare 180 posti di lavoro – ha commentato Paolo Terrinoni della Cisl – ma c’è il rammarico di aver firmato un accordo quando a luglio era stato firmato un piano di risanamento che avrebbe consentito di non togliere nemmeno un euro ai lavoratori”. “Raggiunto l’accordo al Teatro dell’Opera, un successo per tutta la città – ha detto il sindaco Ignazio Marino – L’Opera può tornare al lavoro con serietà e serenità”, che spera “che questo possa convincere anche il Maestro Muti col tempo, a rivedere le sue decisioni”.

“Muti è ovviamente andato via perché la situazione era degenerata – ha commentato Carlo Fuortes, sovrintendente dell’Opera di Roma, intervenuto a ‘Effetto Giorno’ su Radio 24 – Il teatro con questo accordo può tornare alla normalità. Va dimostrato nei fatti: il 27 novembre ci sarà l’apertura della stagione e sono convinto che da quel momento il teatro inizierà, nell’eccellenza artistica, un cammino di normalità. Una volta che questo accadrà, non escludo che Muti torni”. Il maestro ha rinunciato a fine settembre scorso a dirigere ‘Aida’ e ‘Le Nozze di Figaro’. “Lui rimane direttore onorario del teatro. Penso che se vede che la situazione è sostanzialmente cambiata e migliorata potrà rifletterci – ha aggiunto Fuortes -. Questo è l’auspicio di tutti”.

 

 

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