LONDRA, NASCE IL PRIMO MUSEO DELL’EMPATIA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:00

Aprirà le porte il primo museo dell’empatia a Londra, che si trasformerà in una “mostra itinerante” che passando attraverso diversi paesi del mondo. Un’avventura sperimentale dedicata allo sviluppo dell’abilità di empatizzare con l’obiettivo di creare una rivoluzione globale dei rapporti umani. Basato dalle idee dello scrittore Roman Krznaric e dal suo libro “Empathy: A Handbook for Revolution” e creato con la collaborazione delle persone che vivono e lavorano sulle rive del Tamigi, il museo cambierà il modo in cui i visitatori guardano il mondo e loro stessi. Non sapere apprezzare il punto di vista degli altri, le loro esperienze e I loro sentimenti è la causa di pregiudizio conflitto e disparità. “L’empatia – secondo i promotori del museo – è l’antidoto di cui abbiamo bisogno.”

Viviamo in un mondo iper-individualista che sta erodendo le nostre capacità empatiche, la mancanza di empatia è un problema molto più sentito oggi rispetto allo scorso secolo ed è sulla bocca di tutti, dal Dalai Lama a Barak Obama che in un discorso lo scorso luglio ha detto: “Il deficit più grande della nostra società e nel mondo di oggi è un deficit di empatia. Abbiamo un grande bisogno di persone capaci di mettersi nei panni di qualcun altro e di vedere il mondo attraverso i loro occhi.”

Diverse le iniziative che partiranno il 4 settembre, come il progetto “A Mile in My Shoes” – letteralmente un miglio nelle mie scarpe – che raccoglierà calzature dagli abitanti della zona e le metterà a disposizione dei visitatori che dovranno percorrere una passeggiata lungo il Tamigi ascoltando la storia del proprietario. Altra iniziativa è la “Human Library”- biblioteca umana – che darà l’opportunità ai visitatori di prendere in prestito una persona invece che un libro per avere una conversazione aperta e onesta con individui di ogni background, un teenager musulmano, un pacifista quacchero, un rifugiato siriano o persino un banchiere di Wall Street.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.