La Vérité inaugura la Mostra d’Arte Cinematografica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:52

Il 27 agosto 2019 nella splendida location del Lido di Venezia é stata inaugurata la 76 Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia che vede madrina per questa edizione Alessandra Mastronardi. Molti gli ospiti internazionali, le cariche istituzionali e i giornalisti accreditati presenti all’Evento. Dopo la cerimonia di apertura all’insegna della sobrietà é stato proiettato il film del regista Hirokazu Kore'eda La Vérité che porta il titolo del film diretto da Henry-Georges Clouzot del 1960 ma con contenuti diversi.

Il film

Il regista giapponese Palma d’Oro al Festival di Cannes 2019 con il film Un affare di famiglia, torna sul grande schermo e affronta nuovamente i temi dei legami personali e quelli familiari nei quali tocca anche i temi della memoria e dell'elaborazione del lutto. Interpretato da Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, Ludvine Sagnier, Clementine Sagnier, Manon Clavel, Alain Libolt, Christian Crahay, Roberto Van Hool, Maya Sansa, il film esplora le dinamiche intra-familiari e i complicati rapporti fra una madre e una figlia. Tratto da una piece teatrale il film si insinua nelle pieghe più intime della relazione madre-figlia evidenziando le strutture caratteriali delle due donne all’interno di uno schema trigenerazionale, dove la figlia della figlia assume il ruolo  fondamentale di colei che riesce finalmente ad uscire da dinamiche disfunzionali. 

La trama

La storia é quella di una famosa star che sta girando l’ennesimo suo film mentre entra in scena la figlia sceneggiatrice, una giovane donna che tutti apprezzano. Assente-presente la figura di un amica deceduta che funge da pretesto per farci conoscere meglio la personalità della protagonista e il suo Moro di elaborare il lutto. Il sottile filo all’interno del quale si snodano le vicende fra la finzione e la realtà evidenzia i contenuti della drama-comedy, come lo stesso regista l’ha definita mettendo in luce come le due donne non si identifichino l’una con l’altra. Una tematica spesso all’ordine del giorno nella vita quotidiana che il cineasta ha voluto affrontare con un occhio personale. Le attrici sono assolutamente stupende e credibili compresa la bambina Clementine che, come ha sostenuto lo stesso Kore-eda ha uno sguardo molto più saggio di quello degli adulti. 

La conferenza stampa

In conferenza stampa il regista ha rivelato di essere stato contattato molti anni fa da Juliette Binoche che gli ha proposto di girare un film. L’idea si é piano piano materializzata e il cineasta ha affrontato il testo teatrale modificando la sceneggiatura anche durante le riprese e spostando le vicende dal Giappone, dove inizialmente aveva pensato di ambientarlo, alla Francia. Catherine Deneuve ha spiegato che per girare il film ha incontrato molte volte il regista ed ha esperito una situazione nuova esprimendo le proprie emozioni ad una traduttrice che aveva la funzione di trait d’union fra lei e il cineasta giapponese. Ha anche aggiunto che qualsiasi attrice in ogni personaggio che interpreta mette se stessa anche quando non è se stessa, ma in questo caso gli elementi presenti nel film presentavano molti aspetti in comune con la propria vita; anche lei é madre e anche lei é una star che nel momento in cui girava stava interpretando un film. Un gioco fra finzione e realtà che ha comunque interpretato come attrice. Juliette Binoche ha rivelato di aver desiderato per 14 anni di incontrare Kore-eda. “Lavorare con lui e Carherine Deneuve ë stato un sogno. Questo film é la realizzazione di tutti i sogni. Una consacrazione reale”. Ludvine Saigner che ha lavorato fra gli altri, con Chabrol, Sorrentino, Ozon, ha espresso la sua gratitudine al regista per questa possibilità mentre Manon, che ha interpretato  il suo primo lungometraggio ha dichiarato che per lei é stata una immensa stupenda esperienza. “É stato molti divertente utilizzare il personaggio da me interpretato per spingere su certe nevrosi, paure, timori degli altri interpreti”.

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