Il Vangelo “secondo Don Lorenzo Milani”

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Ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna don Milani. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole”. Il 20 giugno 2017 nel giardino adiacente la Chiesa di Sant'Andrea a Barbiana (Firenze), Papa Francesco pronunciò queste parole nel 50mo anniversario della morte di don Lorenzo Milani (1923-1967), il sacerdote-scrittore e grande educatore dei giovani.

Lo spettacolo

Nell’attuale revival di attenzione sulla vita e sulla lezione pedagogica del prete di Barbiana rientra anche lo spettacolo “Il Vangelo secondo Lorenzo”, di Leo Muscato e Laura Perini, che debutterà al Teatro Nazionale di Genova l’11 marzo. La figura del sacerdote toscano – di famiglia borghese e agnostica, con la madre Alice Weiss (1895-1978), già allieva di James Joyce, suo imprescindibile riferimento – torna a parlare con uno spettacolo, ha scritto Franco Cordelli sul Corriere della Sera, “semplice, lineare, una serie di quadri riassuntivi delle fasi da sacerdote militante della vita breve di Don Milani e la sua esperienza a Barbiana dove fu esiliato… Rileggete le sue parole o ascoltatele recitate da Cendron, che lo impersona con tatto, con discrezione, senza mai si pensi stia recitando”. Il giovane Alex Cendron, classe 1977 con all’attivo già ottime interpretazioni per il cinema come in La gente che sta bene, con Claudio Bisio (2014) e nel bellissimo film girato da Edoardo Falcone Se Dio vuole (2014), veste i panni talari ai quali è sempre stato fedele il sacerdote fiorentino. La sua opera non solo umana ed ecclesiale, ma anche culturale e, oggi si può dire, “politica”, ne risalta dagli scritti, i più noti dei quali sono i due libri Esperienze pastorali (1958) e Lettera a una professoressa (1967), quest’ultima opera collettiva con gli allievi della Scuola Popolare di Barbiana ed uscita postuma. La lezione di Don Milani è stata fondamento educativo per generazioni intere e il piccolo centro di montagna del Mugello, abitato da povera gente, nel quale il sacerdote ha vissuto tutta una vita è ancora meta e punto di riferimento non solo nazionale ma anche internazionale. Il drammaturgo e regista del “Vangelo secondo Lorenzo”, Leo Muscato, già parte della compagnia di Luigi De Filippo, ha svolto in passato anche ruoli teatrali come negli spettacoli “Non è vero ma ci credo”, “Quaranta ma non li dimostra” e “La lettera di mammà”. Vincitore nel 1997 del concorso alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”, ha ricevuto nel 2007 il Premio della Critica dell’Associazione Nazionale dei Critici Teatrali come miglior regista e, parallelamente al lavoro sulle scene, ha svolto negli ultimi anni una meritoria attività di “pedagogia teatrale”, giustificandosi anche per questo motivo l’interesse per il “maestro di Barbiana”. Appuntamento quindi al Teatro Gustavo Modena, che fa parte del “complesso” del Teatro Nazionale di Genova (piazza Gustavo Modena 3) a partire da lunedì 11 a mercoledì 13 marzo (ore 20:30), con l’ultimo spettacolo di giovedì 14 marzo programmato per le ore 19:30 (ulteriori info su: https://teatronazionalegenova.it).

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