“Il canto di Ulisse”, storie dei sommersi per la memoria dei salvati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20

Un momento di profonda introspezione attraverso gli occhi di chi ha vissuto l'orrore: questa la colonna portante del “Canto di Ulisse”, lo spettacolo di Roberto Herlitzka e della Compagnia Dritto e Rovescio, con Teresa Pedroni alla regia, che debutterà il prossimo 31 agosto, alle 21.00, al Todi Festival. Un lavoro liberamente tratto dai testi di Primo Levi, realizzato in occasione del centenario della nascita dello scrittore e pensato come un omaggio a lui e al suo contributo alla descrizione del mondo, forgiata dall'atroce esperienza dei lager e convogliata in opere fondanti dell'era contemporanea, come “Se questo è un uomo” e “L'ultimo Natale di guerra”. Un palcoscenico arricchito dalle interpretazioni di Roberto Herlitzka e di Stefano Santospago, con attenzione particolare alle musiche affidate al clarinetto di Alessandro Di Carlo e al violino di Alberto Caponi.

Storie dei sommersi

Non è un caso che “Il canto di Ulisse” sia affidato al teatro: attraverso l'immediatezza della rappresentazione, infatti, altrettanto prossimo è lo stato d'animo di chi, vivendo l'esperienza del lager, cerca di elevarsene al di sopra, spaziando con l'immaginazione attraverso gli orizzonti percepiti al di fuori di quelle mura: “Noi abbiamo immaginato un viaggio – spiegano gli autori – dove il protagonista Primo Levi racconta momenti del suo vissuto tragico nel lager con una grande limpidezza animati da un grande sentimento di pietas per tutti i suoi compagni,'i sommersi?””. Un contributo a quella memoria che trasuda dalle pagine dello scrittore torinese, intrise di vissuto personale ma anche di esperienze lette negli occhi di chi la tragedia l'ha vissuta con lui: “Frammenti di ricordi di vita del lager, vissuta con quel 174517 marchiato sull'avambraccio sinistro,vita di cui Primo Levi si è reso testimone con la sua opera letteraria per salvare la memoria di tutta l’umanità dal 'Male': ricordare per noi non dev'essere solo uno strumento culturale, ma un dovere morale: in questo momento storico più che mai”. Storie dei sommersi, per la memoria dei salvati.

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