Gosling apre la kermesse

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:29

Flash, star, red carpet in grande spolvero e una Venezia blindata per la 75esima edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica. E, nella kermesse italiana, l'apertura dello spettacolo (con la sezione 'Orizzonti') è stata affidata a un prodotto squisitamente nostrano come Sulla mia pelle, il film biografico diretto da Alessio Cremonini e incentrato sugli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi, interpretato da un Alessandro Broghi in stato di grazia. Toccante, commovente, con ben sette minuti di applausi e tanto di abbraccio finale fra il protagonista e Ilaria Cucchi, sorella del geometra deceduto il 22 ottobre 2009. Un film che, inevitabilmente, accende i riflettori su uno dei casi di cronaca più seguiti degli ultimi anni, riportata con delicatezza e durezza allo stesso tempo dalla cinepresa di Borghi.

Apre Gosling

Ma la prima serata in Laguna è stata soprattutto di Ryan Gosling, vera superstar del red carpet e protagonista in odore di Oscar di First man, firmato Damien Chazelle che già aveva diretto l'attore canadese nella pellicola La la land, che gli valse la statutetta alla Miglior regia agli Academy del 2017. Accolto da un'ovazione e da una pioggia di flash, Gosling si è a lungo concesso ai fan in attesa fuori dal Palazzo del Cinema, richiedendo addirittura un intervento degli addetti alla sicurezza per accelerare il suo ingresso in sala. Accompagnato sulla pellicola da Jason Clarke e Claire Foy, Gosling ha interpretato sul grande schermo l'astronauta Neil Armstrong, “the first man on the Moon”, prestando attenzione al suo lato più intimo e personale, mentre la Nasa allestiva il viaggio dell'Apollo 11 verso il satellite terrestre. Un film che lo stesso Chazelle, pur rispettando perlopiù i suoi canoni, ha definito diverso dai precedenti.

L'augurio di Riondino

Anche Vanessa Redgrave, a Venezia per ricevere il Leone d'Oro alla carriera, ha ricevuto l'ovazione del pubblico, intrattenendosi anch'essa a lungo coi fan. Una kermesse che inizia dunque col botto, e con il conduttore Michele Riondino a ricordare che “chiudersi in casa senza osservare la bellezza della diversità è un brutto film, ma anche i brutti film, per quanto lunghi, poi finiscono. Che bello sarebbe se il mondo là fuori fosse in grado di osservare senza giudicare”. 

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