E' morto Andrea Pinketts, la lente sulla Milano noir

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:33

Scrittore e giornalista, milanese di nascita e impareggiabile cronista: tutto questo si celava dietro lo pseudonimo di Andrea G. Pinketts, nome d'arte di Andrea Giovanni Pinchetti, morto a 57 anni a seguito delle complicanze di una grave malattia con la quale combatteva da tempo. Solo pochi giorni aveva utilizzato le corsie dell'ospedale per uno dei suoi reading, dicendo ai suoi ascoltari di parlare “da un altro pianeta. Sto lottando per tornare nel vostro”. Una carriera riversata tutta nelle pagine dei suoi libri noir e dei suoi articoli d'inchiesta, nei suoi affreschi letterari di Milano e delle sue più impensabili sfaccettature. Un uomo di cultura a tutto tondo, dalla penna arguta e tagliente ma anche divertente e accessibile a chiunque, con i patemi e i talenti dell'uomo moderno concentrati nel suo personaggio di Lazzaro Santandrea, che è un po' il suo alter ego.

Lazzaro

Aveva passioni strambe, amava frequentare luoghi non convenzionali e fumare sigari. Questo lo diceva lui stesso di sé. In modo provocatorio, certo, perché in realtà la sua cifra stilistica e la sua creatività andavano molto oltre: la sua carriera di scrittore inizia nel 1991 con Lazzaro vieni fuori, esordio assoluto dello strambo investigatore e una sorta di Pinketts in vesti di detective, con gli occhi del quale scrutare Milano attraverso le sue anime più nascoste. La svolta arriva cinque anni dopo con l'ingresso dei suoi scritti nell'Einaudi Gioventù cannibale, di fianco a scrittori come Ammaniti e Nove. Lui aveva un posto fisso: il Trottoir, bar dei romanizeri noir, dove beveva birra e amava creare personaggi, oltre che lavorare su quelli già creati, osservando la Milano che passava e quella che rifletteva davanti a una bibita su quella che sarebbe stata la giornata. O su quello che era stata.

I primi segnali della malattia non lo avevano per nulla scoraggiato e, nonostante negli ultimissimi tempi gli effetti fossero più gravi, non ha mai smesso di divertire e divertirsi raccontando storie. La più grande delle quali era probabilmente la sua.

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