E' morto Amos Oz

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:29

E' morto all'età di 79 anni il grande scrittore israeliano Amos Oz. L'intellettuale era nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939. Il suo cognome originario era Klausner. Da tempo era malato di cancro. A dare l'annuncio al mondo è stata la figlia con un tweet pubblicato sul suo profilo privato. Nel corso della sua carriera ha scritto 18 libri in lingua ebraica che sono stati poi tradotti in 45 lingue e diffusi in 47 Paesi. A questi si aggiungono, inoltre, le centinaia di articoli pubblicati su riviste israeliane ed internazionali.

Il successo

L'autore ha raggiunto il successo planetario con libri come “La scatola nera” e “Una storia di amore e di tenebra”. Lo scorso anno era stato in lizza per aggiudicarsi il Man Booker International Prize, il più prestigioso riconoscimento internazionale letterario internazionale del Regno Unito poi finito nelle mani del suo connazionale, David Grossman. Nel romanzo “Una pace perfetta”, scritto nel 1982, descrisse la vita nei kibbutz ed affrontò il delicato tema del confronto generazionale all'interno di quel contesto. 

L'identità

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, ha voluto ricordare con queste parole lo scrittore scomparso: “Uno degli scrittori più importanti di Israele. Ha contribuito molto al rinnovamento della letteratura ebraica, mediante la quale ha espresso con bravura e con sentimento parti importanti dell'esperienza israeliana”. “Nonostante avessimo divergenze di opinioni su molte questioni – ha affermato il premier – ho molto apprezzato il suo contributo alla lingua e alla cultura ebraica. Le sue parole e i suoi scritti ci accompagneranno per molti altri anni ancora”. Difensore della pace, Amos Oz è stato un sionista di orientamento laburista, orgoglioso del suo Paese d'origine. Con la sua penna raffinata, l'autore ha saputo raccontare con stile e convinzione l'anima del suo popolo. Nella sua attività letteraria ha scritto del conflitto israeliano-palestinese con i saggi “In terra di Israele” del 1983 e “Contro il fanatismo” del 2004.

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