“Arte liberata”: i capolavori sequestrati alla criminalità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:25

Un Giorgio Armani ritratto da Andy Warhol, una rara scultura di Jean Arp, due di Arnaldo Pomodoro e un nucleo di dipinti di Victor Vasarely. Ma anche tele di Arte Povera di Giuseppe Penone, il collage di Giulio Paolini, i pattern di Sol LeWitt, le proteste su tela di Emilio Vedova, fino a un precoce empaquetage di Christo e a un’installazione di Chen Zhen. E' l'incredibile collezione d'arte contemporanea, focalizzata sulla seconda metà del Novecento, confiscata alla criminalità organizzata tra il 2014 e il 2016, nell’ambito di un’indagine per gravi reati finanziari fatta in Lombardia e tornata oggi alla collettività sotto forma di raccolta museale.

69 opere inedite

Le opere sequestrate, infatti, sono da oggi 28 settembre e fino al 18 novembre 2018 esposte al pubblico a Milano, presso le sale nobili di Palazzo Litta. La mostra, intitolata “Arte liberata, dal sequestro al museo: storia di una collezione confiscata in Lombardia”, presenta – sotto la curatela di Beatrice Bentivoglio-Ravasio – tutte le 69 opere di autori italiani e stranieri del XX e XXI secolo: una collezione d’arte contemporanea rara per bellezza e dotata di un respiro internazionale, come ha notato il professor Paolo Campiglio dell’Università di Pavia, che ne ha anche verificato l’autenticità. 

Il Polo dell’Arte Liberata

Terminata la mostra, l’obiettivo futuro è quella di creare un Polo dell’Arte Liberata, da realizzare a Milano: un museo dove il nucleo possa essere esposto nella sua interezza e un centro studi permanente dedicato ai temi del rapporto tra arte e criminalità e del riutilizzo sociale dei beni culturali sequestrati.

Portabandiera del progetto è il Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la Lombardia, che il 20 settembre ha ricevuto in consegna la collezione dall’Agenzia Nazionale per L’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata. Intanto, in attesa di stabilirne la sede definitiva, le 69 opere della raccolta saranno esposte tutte insieme alla Gamec di Bergamo: la galleria si è infatti resa disponibile a valorizzarle all’interno del suo percorso museale recentemente rinnovato. 

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