Aldo Moro e l’educazione civica a scuola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:13

L'educazione civica a scuola l’ha voluta Aldo Moro. A raccontare la storia di questa disciplina scolastica è il professor Mario Caligiuri, ordinario di Pedagogia della comunicazione all’Università della Calabria, dove dirige il Master in Intelligence. Il libro “Aldo Moro e l’educazione civica. L’attualità di un’intuizione” verrà presentato a Roma mercoledì alle 17 alla Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Dopo i saluti del Direttore Massimo Bray interverranno, insieme all’autore, Giuseppe Fioroni e Antonio Felice Uricchio.

Una felice intuizione

La vicenda umana e politica di Aldo Moro è schiacciata sugli ultimi drammatici 55 giorni, eppure Moro è stata una tra le figure di maggior rilievo della storia repubblicana. Ricoprì ruoli politici e istituzionali, fu segretario della Democrazia Cristiana, Presidente del Consiglio e Ministro della Pubblica istruzione in due distinti governi (1957 e 1958). Fu in questo ruolo che istituì l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole.
E proprio alla nascita di questa fortunata intuizione e alla sua funzione all’interno della società odierna è dedicato il nuovo libro di Mario Caligiuri “Aldo Moro e l’educazione civica. L’attualità di un’intuizione”. Il libro di Caligiuri ricostruisce la temperie culturale degli anni in cui è maturata la decisione di Aldo Moro e, allo stesso tempo, si interroga su quelle forme che l’educazione civica dovrebbe assumere nel terzo millennio.

Storia comparativa del potere

“Mentre nel ’58 – osserva Caligiuri nel saggio – si faceva riferimento a “una storia comparativa del potere”, nel ’68 si auspicava la fantasia al potere, oggi la tendenza maggiore della società sembra dettata dalla trasformazione del potere. Ritorna quindi centrale l’aspetto etico che richiama i principi della Costituzione, che non solo vanno salvaguardati ma, soprattutto, applicati rappresentando la democrazia un ideale essenzialmente morale. Al momento, però, occorre confrontarsi realisticamente con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale […] non si può pretendere dall’educazione civica di spiegare in 33 ore “brevi cenni sull’universo”. Perciò, secondo me, andrebbe orientata esclusivamente sullo studio della disinformazione, in quanto il problema centrale dell’educazione, ai nostri giorni, è fornire modelli di flessibilità mentale e metodi apprendimento continuo che contrastino la manipolazione delle informazioni che allontana dalla percezione della realtà”. L’educazione civica, scrive Caligiuri, “oggi riporta l’attenzione sulla funzione dell’educazione che rappresenta una chiave decisiva per ricostruire la democrazia e comprendere la società contemporanea. Infatti di fronte a qualunque problema sociale, dallo sviluppo economico alla prevenzione della criminalità, dal cambiamento climatico all’immigrazione, si fa costantemente riferimento all’educazione, perché tutte le altre ricette sono fallite”.

La differenza tra istruire e formare

C’è differenza tra istruire e formare. Un buon educatore, amava ripetere don Lorenzo Milani, non può limitarsi a fornire nozioni ai suoi studenti, ma deve aiutarli a comprendere la società e la vita pubblica nella quale da adulti dovranno interagire in comunità. L'educazione civica torna ad essere materia obbligatoria nelle scuole. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la legge, che è entrata  in vigore il 5 settembre.

Insegnamento trasversale

La legge prevede che, a decorrere dal primo settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, che sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono avviate dalla scuola dell'infanzia. A fondamento dell'insegnamento dell'educazione civica, evidenzia l’Agi, è posta la conoscenza della Costituzione italiana.

Promozione della cittadinanza attiva

Nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica sono promosse l'educazione stradale, l'educazione alla salute e al benessere, l'educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva. Con particolare riferimento agli articoli 1 e 4 della Costituzione possono essere promosse attività per sostenere l'avvicinamento responsabile e consapevole degli studenti al mondo del lavoro. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica, sottolinea l’Agi, è integrato con esperienze extra-scolastiche, a partire dalla costituzione di reti anche di durata pluriennale con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del Terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva. I comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole, con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali. La legge, composta di 12 articoli dopo il testo unificato uscito dalla commissione Cultura della Camera, prevede che nel primo e nel secondo ciclo di istruzione sia istituito l'insegnamento trasversale dell'educazione civica e che iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile siano avviate dalla scuola dell'infanzia.

Voto in pagella

Sono previste, puntualizza l’Agi, almeno 33 ore annue e voto in pagella. Saranno oggetto di educazione civica: Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell'inno nazionale; Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015; educazione alla cittadinanza digitale; elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro; educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; educazione alla legalità; educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

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