Un mare pieno di morti: le testimonianze dei sopravvissuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:51

Ho afferrato il bambino che era di fianco a me per salvarlo ma un altro uomo si è aggrappato a me e mi tirava giù mentre annegava. Per salvarmi mi sono slacciato i pantaloni ma ho perso anche il bambino e non l’ho visto più”. E' il racconto della tragedia di uno dei 22 sopravvissuti al naufragio di Lampedusa. Si chiama Wissem è tunisino, ha solo 19 anni ma ha già l'inenarrabile. “Cosa dirò alla mia famiglia al telefono quando mi chiederanno dov’è mia sorella e il suo bambino?”, dice piangendo Selima, un'altra sopravvissuta, la donna ivoriana che ha perso la sorella e con lei la nipote di 8 mesi. Perché questa tragedia ha il volto delle donne e dei bambini: sono tutti di donna le salme restituite dal mare fino ad ora; otto i bimbi che risultano dispersi. “Mi ricordo che a bordo c’era quella madre che durante il viaggio allattava il suo bambino e adesso non ci sono più”, racconta un terzo sopravvissuto, un uomo tunisino parlando probabilmente della sorella di Selima.

Le testimonianze

Sono alcuni dei racconti, riportati dal Corriere, di quei pochi che, nel momento del ribaltamento, finiti in acqua, sono riusciti ad aggrapparsi alle mani dei soccorritori ed essere così tratti in salvo. Per gli altri, altre trenta persone, forse cinquanta – nessuno con il giubbotto di salvataggio addosso – solo una tomba in fondo al mare. “Ricordo solo la faccia del ragazzo che era seduto vicino: quella sera mi ha dato il suo giubbino per riscaldarmi ma poi siamo caduti in acqua e non lo ho visto più”. E' la testimonianza di una dei minori salvati, Afia, 17 anni. Gli operatori di Save the Children l'hanno aiutata a superare lo choc facendole ascoltare musica e dandole un foglio e dei colori per raccontare e far uscire il dolore che si porta dentro. Il risultato? Un drammatico disegno in cui il mare si riempie di corpi che annegano. 

Firma la petizione volta all'istituzione della Giornata del Migrante Ignoto, lanciata da don Aldo Buonaiuto per una mobilitazione dei popoli e delle coscienze sui morti invisibili del Mediterraneo:

E' il momento di agire! FIRMA LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

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