Un altro caso di malasanità?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:06

Tornano ad accendersi i riflettori sulla sanità partenopea dopo il caso di un uomo di 72 anni, deceduto nell'ospedale San Paolo. Secondo quanto ricostruito dalla Poizia, anche in base alla denuncia fatta dai familiari, l'uomo sarebbe stato portato tre giorni fa nello stesso ospedale per dolori addominali ed sarebbe stato dimesso dopo alcuni accertamenti. Lo scorso 10 febbraio, alle ore 14.30 l'uomo è ritornato in ospedale con gli stessi sintomi, dopo il triage gli sarebbe stato assegnato il codice giallo, ma dopo oltre sei ore di attesa l'uomo è deceduto. 

L'indagine

Il pm, in seguito alla denuncia, ha disposto il sequestro della cartella clinica e l'autopsia. Nel frattempo, il ministero della Sanità ha disposto l'invio di un'ispezione urgente per stabilire se a determinare il decesso abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e della sicurezza delle cure. 

La difesa dell'ospedale

Nel frattempo, come riportata l'Ansa, fonti dell'ospedale hanno confermato all'agenzia di stampa nazionale che l'uomo era stato portato tre giorni prima del decesso nel nosocomio ed era stata indicata la necessità del ricovero e aveva rifiutato. Successivamente era stato portato di nuovo in ospedale, in codice rosso, e i medici avevano evidenziato la necessità di un intervento chirurgico urgente. “Abbiamo scritto una relazione su quanto accaduto al paziente, ma c'è un'inchiesta della magistratura, posso solo dire che non ha aspettato sei ore, ma che in cinque ore è stato sottoposto a ecografia, tac, elettrocardiogramma – ha dichiarato all'Ansa Michele Ferrara, direttore sanitario dell'Ospedale San Paolo di Napoli – L'accesso al pronto soccorso è avvenuto alle 15.04. Abbiamo tutti i documenti degli esami che sono stati fatti e del fatto che tre giorni prima avesse firmato per lasciare l'ospedale senza ricovero. Al pronto soccorso abbiamo tutti i medici di provata esperienza. Purtroppo intorno alle 20 era già in arresto cardiaco. Io non difendo ad oltranza i medici dell'ospedale ma tutti i percorsi clinici onestamente mi sembrano siano stati rispettati“. 

 

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