Tre evasi da Favignana, uno è un ergastolano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:01

Come in un film d'azione. Tre uomini sono evasi intorno alle 2 di stanotte dal carcere “Giuseppe Barraco” dell'isola di Favignana (in provincia di Trapani, in Sicilia) calandosi con delle lenzuola dopo aver segato le sbarre. La notizia è stata confermata dalla direzione del penitenziario.

Controlli scrupolosi

Secondo Renato Persico, direttore della Casa di reclusione, il penitenziario non ha vigilanza sul muro di cinta. Attualmente, i 46 detenuti “ospitati” sono tutti ubicati al secondo piano del carcere, perchè il primo non è in funzione. “Sembrerebbe – dice il direttore – che il loro sia stato un lavoro fatto in brevissimo tempo. I controlli erano stati eseguiti da un agente molto scrupoloso ieri alle 16 ed era tutto a posto”.

Gli evasi

Fra i tre protagonisti della rocambolesca fuga, ci sarebbe anche un ergastolano, Adriano Avolese, originario di Pachino, nel Siracusano. Gli altri due fuggitivi sono invece di Vittoria (Ragusa); si tratta di Giuseppe Scardino e Massimo Mangione; avrebbero dovuto finire di scontare la pena rispettivamente nel 2032 e nel 2037.

Pene pesanti

Tutti e tre avevano pene pesanti da scontare. Il 36enne ergastolano uccise nel 2002 a Pachino (Sr) il 24enne Sebastiano Di Rosa, come vendetta trasversale nei confronti del fratello della vittima, Salvatore, che avrebbe insidiato la moglie. Secondo le indagini della polizia, Sebastiano fu picchiato a morte con pugni, calci e colpi di bastone; il suo corpo venne poi gettato in un appezzamento di terreno e dato alle fiamme.

Giuseppe Scardino 41 anni, deve scontare una pena di oltre 15 anni di reclusione per una serie di rapine violente commesse tra il 2006 e il 2007 e per il tentato omicidio di un poliziotto a Scoglitti (Rg). Scardino era complice del terzo evaso, il 37enne Massimo Mangione, condannato a 12 anni e 8 mesi per rapina violenta: sparò all'impazzata nel centro di Scoglitti ferendo una donna per sfuggire ai poliziotti. Tentò anche di uccidere uno dei poliziotto sparandogli alla tempia, ma la pistola s'inceppò.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.