Siria, uccisa l'attivista Khalaf

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:23

Si batteva da tempo per il dialogo fra curdi, cristiani e musulmani e per i diritti delle donne siriane. Eppure Hevrin Khalaf, giovane segretaria del Partito Futuro siriano è stata uccisa in un agguato avvenuto fra le località di Manbij e Qamishlo, nel nord-est della Siria.

Colpevoli senza nome

Non sono ancora note le dinamiche dell'omicidio. È certo che il fuoristrada che accompagnava la giovane attivista sia stato fermato da un gruppo di uomini armati e che, una volta fatta scendere dal veicolo, Khalaf sia caduta sotto i colpi di un fucile mitragliatore. I responsabili non hanno ancora un nome, ma è noto che quel tratto di stratta sia costantemente monitorato dai jihadisti di Ahrar al-Sharqiya, un gruppo di ribelli siriani armati originario del Governatorato di Deir ez-Zor affiliato ai fondamentalisti di al Qaeda, che sarebbero assoldati dalla Turchia per far guerra ai curdi siriani. Secondo alcune fonti, che necessitano di conferma, la segretaria di Partito Futuro sarebbe stata da tempo obiettivo del sedicente stato islamico. 

I timori per l'Isis

Con l'inasprimento del conflitto siriano a seguito degli attacchi turchi, cresce il timore che possa ritornare in auge l'Isis. Il Guardian riporta che almeno 750 persone affiliate al sedicente stato islamico sarebbero scappate dai campi di prigioni di Ain Issa dopo un attacco perpetrato dalle milizie turche. La denuncia è degli stessi curdi siriani: i turchi contribuirebbero alla rinascita del fondamentalismo per contrastare i curdi che hanno cercato di arginarne finora la minaccia. La giovane attivista sarebbe stata da tempo attenzionata dai fondamentalisti, che negano ogni principio di emancipazione femminile. 

Il reporter ucciso

Nei raid dell'aviazione turca sarebbe stato colpito anche il giornalista curdo Saad Al-Ahmad. A darne notizia, l'emittente Hawar News, che ha fornito i dettagli dell'incidente: il reporter si trovava su un convoglio non troppo distante dal fronte dell'offensiva turca. Anche altri corrispondenti sarebbero stati colpiti, stando a quanto riferito in un tweet dalla giornalista di France Télévision, Stephanie Perez, ma i loro nomi per ora non sono noti:

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