Sfruttamento della prostituzione minorile e caporalato: 34 arresti, tutti i dettagli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:19

Due distinte operazioni delle forze dell'ordine hanno portato all'arresto questa mattina di numerosi esponenti della malavita organizzata accusati, tra le altre cose, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile.

Reggino: operazione “Euno”

La prima operazione si è svolta a Reggio Calabria dove dalle prime ore di questa mattina, è in corso una vasta operazione dell'Arma dei carabinieri reggina, coordinata dalla procura della Repubblica di Palmi, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare a carico di numerose persone accusate, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (reato comunemente noto come caporalato) e sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Tra gli arrestati – si legge nel comunicato stampa – ci sarebbero numerosi cittadini extracomunitari di origine centrafricana, all'epoca dei fatti residenti alla baraccopoli di San Ferdinando e a Rosarno, i quali avevano dato vita a una rete di caporali e, in concorso con i titolari di aziende agricole e cooperative operanti nel settore della raccolta e della vendita di agrumi nella Piana di Gioia Tauro, erano dediti prevalentemente alle attività di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti agricoli extracomunitari, nonché alla commissione di ulteriori reati quali il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione di donne africane. Ventinove le persone destinatarie di provvedimenti cautelari di diversa entità dal carcere al divieto di dimora in Calabria. Undici di loro sono imprenditori agricoli della zona, fra i quali 7 sono finiti ai domiciliari, 2 raggiunti da obbligo di dimora, 1 con divieto di dimora e 1 con obbligo di presentazione alla p.g. Tre le aziende sequestrate, più diversi beni mobili per un totale di un milione di euro. In manette sono invece finiti 13 caporali, mentre altri 3 sono stati destinatari di obbligo di dimora e 2 di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A far partire l'inchiesta, scrive Repubblica, la denuncia di un bracciante senegalese, che stanco di subire soprusi e vessazioni si è rivolto alla stazione dei carabinieri di San Ferdinando. Il senegalese ha indicato con sicurezza e senza reticenza i nomi dei caporali e delle aziende agricole che li incaricavano di reclutare manodopera da utilizzare, senza contratto e con paghe da fame. È lui l'uomo che coraggiosamente ha permesso di far scattare l'operazione “Euno”, dal nome dello schiavo siciliano che, nel 136 a.C., guidò la prima rivolta contro il possidente terriero Damofilo. Ma oltre al caporalato, fra le tende del ghetto c'era anche lo sfruttamento della prostituzione. Diverse donne – è emerso dall'indagine – erano costrette a prostituirsi da un uomo di origine liberiana che ogni sera le portava al ghetto, mettendole a “disposizione” degli operai. Misera nelle miseria, le ragazze – vere e proprie schiave del sessp – erano poi costrette a versare al liberiano i compensi ricevuti.

Piacenza: operazione “Little Free Bear”

Sfruttamento dell aprostituzione anche a Piacenza. La polizia di Stato ha appena concluso due importanti operazioni denominate rispettivamente “Little Free Bear I” e “Little Free Bear II”. Dopo complesse e articolate indagini durate mesi, le due operazioni di polizia giudiziaria hanno permesso di assicurare alla giustizia diversi cittadini di nazionalità nigeriana e non, appartenenti ad un sodalizio criminale operante in ambito internazionale e con sede “operativa” nel capoluogo emiliano. Le indagini dei poliziotti della squadra mobile, spiega il comunicato, hanno fatto luce su un fenomeno di tratta di esseri umani, di riduzione in schiavitù e di favoreggiamento all'immigrazione clandestina, il tutto finalizzato al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Il bilancio è di 5 arresti (3 con mandato di arresto europeo) e 9 indagati in totale, tra i quali figurano anche tre persone residenti in città e due in provincia. I reati contestati a vario titolo sono: riduzione o mantenimento in schiavitù, tratta di esseri umanii, immigrazione clandestina aggravata, favoreggiamento della permanenza di straniero irregolare sul territorio dello Stato, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale (aggravata dalla reiterazione a carico di minorenne). L’indagine è iniziata nel mese di agosto 2017, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bologna. La complessa attività compiuta sul territorio ha visto la fondamentale collaborazione, in fase esecutiva, dello S.C.I.P., il Servizio di cooperazione internazionale di polizia, della bundeskriminalamt tedesca, della polizia greca e della polizia inglese.

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