RUSSIA, ARRESTATA NONNINA SERIAL KILLER: HA UCCISO E (FORSE) MANGIATO OLTRE 11 PERSONE

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:11

La storia sembra una perfetta sceneggiatura di un thriller da brivido e arriva dalla Russia. Tamara Samsonova, 68 pensionata di San Pietroburgo, ex dipendente di un hotel, è stata arrestata alcuni giorni fa, dopo aver confessato di aver ucciso, smembrato e forse anche divorato almeno 11 persone – ma se ne temono 14 – nell’arco di 20 anni. Crimini per cui la stampa britannica l’ha già ribattezzata “Granny the Ripper”, ovvero “La nonnina Squartatrice”, facendo riferimento al più famoso antecedente “Jack the Ripper”, Jack lo suqartatore. I tabloid russi l’anno invece rinominata Baba Yaga, una strega della mitologia slava.

La donna ha confessato candidamente al giudice i suoi delitti, dicendo che erano “10 anni” che aspettava di trovarsi “qui”. Ho fatto tutto deliberatamente, con questa morte ho chiuso il capitolo. È lei che decide, vostro onore, io merito di essere punita”, ha affermato. La polizia l’ha arrestata dopo il ritrovamento di diversi resti di corpi smembrati, incluso un busto privo di testa, in una tenda di doccia in un parco del quartiere Kupchino di San Pietroburgo. Le telecamere a circuito chiuso hanno permesso agli inquirenti di risalire alla casa della donna dove hanno trovato un seghetto macchiato di sangue, oltre a un macabro diario con tutti i particolari.

Granny the Ripper nella vita quotidiana si era messa a disposizione come “lavoratore socialmente utile” e assisteva gli anziani in ospedale. Chi la conosce la descrive come disponibile, sempre pronta a dare una mano, preoccupata per la sorte altrui. Ma intanto era una serial killer. “Sono colpevole e merito di essere punita” ha dichiarato la donna al giudice prima di girarsi a lanciare baci verso i giornalisti. Gli psichiatri intanto stanno accertando se sia in grado di subire un processo o se si tratti di una tattica per sfuggire alla condanna.

I macabri omicidi sono annotati in tutti i loro dettagli in un diario che aggiornava costantemente in 3 lingue – russo, inglese e tedesco – di tutte le sue imprese cannibalistiche. Tra le vittime probabilmente il marito – scomparso nel 2005 – e un’amica della signora, Valentina Ulanova, finita nel mirino della furia omicida per una lite su alcune tazzine da tè da lavare. Secondo le prime ricostruzioni, basate sulla confessione, la vittima era ancora viva, quando Baba Yaga ha iniziato a farla a pezzi.

La maggior parte delle vittime erano inquilini che ospitava a pagamento nelle stanze libere della sua casa. “Ho ucciso il mio inquilino Volodya, tagliato a pezzi nel bagno cfon un coltello e quindi messo i pezzi del suo corpo in una busta di plastica per disfarmene”, si legge in uno dei passi meno crudi del suo diario.

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