Processo P3, prescrizione per Marcello Dell'Utri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:13

Igiudici della II sezione del Tribunale di Roma hanno disposto il non doversi a procedere nei confronti dell'ex Senatore Marcello Dell'Utri per intervenuta prescrizione. Nei confronti del politico palermitano pendevano le accuse di presunta violazione della Legge Anselmi sulle associazioni segrete e un episodio di corruzione. Il pm ha chiesto l'assoluzione per i reati assoiativi e la prescrizione per le altre fattispecie. Nello specifico le cosntestazioni per Dell'Utri riguardavano i rapporti con l'imprenditore Flavio Carboni (condannato a sei anni e mezzo di reclusione nel processo principale), per la parte dell'inchiesta che riguardava il business dell'eolico in Sardegna. 

L'indagine sullla P3

Nel maggio 2015 Marcello Dell'utri era stato rinviato a giudizio dal gip di Roma per la vicenda della P3. Secondo gli inquirenti un'associazione che avrebbe influenzato gli organi dello Stato. All'epoca l'ex senatore era rinchiuso nel carcere di Parma per un altro procedimento. Oggi, in sede di requisitoria, per l'ex parlamentare è stata chiesta l'assoluzione per il reato associativo e la prescrizione del resto (alcuni episodi di corruzione). Secondo la prima ricostruzione della Procura di Roma era accusato da una parte di essere uno dei partecipi di “un'associazione per delinquere caratterizzata dalla segretezza degli scopi”, che agendo in violazione della Legge Anselmi del 1982, puntava a condizionare il corretto funzionamento degli organi costituzionali dello Stato, degli enti amministrativi e locali; dall'altra di procurarsi finanziamenti con il coinvolgimento di imprenditori terzi pronti ad investire nel settore delle energie rinnovabili, in particolare sull'eolico. A causa del suo periodo di latitanza in Libano, la posizione di Dell'utri era stata stralciata dal procedimento principale, conlcusosi nel marzo 2018. 

La sentenza di primo grado

La P3 per i giudici di Piazzale Clodio è stata un'associazione segreta. La condanna più pesante è stata comminata nei confronti del faccendiere Flavio Carboni: sei anni e sei mesi di reclusione. Condannato per finanziamento illecito anche un altro politico di fama nazionale: Denis Verdini, il quale è stato invece assolto dall'accusa di far parte dell'associazione segreta. Otto in totale le persone condannate: tra loro l'ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino e l'ex presidente della Cassazione Vincenzo Carbone per abuso di uffico.   

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