PERSA NEL BOSCO A 2 ANNI, 16 ORE DI TERRORE. TROVATA DAI CANI MOLECOLARI, SALVATA DA UN BARISTA-EROE

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:37

Sedici ore da sola in un bosco. Per Katia, una bimba di appena 2 anni, si è temuto il peggio. Si era allontana da sola, eludendo la sorveglianza della mamma che si è accorta troppo tardi del fatto che si era allontanata. Stava giocando con gli altri bambini, era stata vista camminare da sola nella piazzetta del paese; poi più nulla. Nella piccola frazione di Cusciano (176 abitanti), a 600 metri sul livello del mare, nel Teramano, è partita una batttua di caccia alla ricerca della bambina di origine romena. Droni, cani, quad, volontari, speleologi hanno setacciato da subito la zona; insieme a loro il padre di Katia che era in Romania ed è immediatamente rientrato per aiutare le ricerche. Tutti hanno dato una mano, ma di lei nessuna traccia. Troppo piccola per essere vista, figuriamoci per mandare segnali. C’è voluto il super olfatto molecolare dei cani del soccorso alpino per indivudare la sua flebile traccia in mezzo agli odori della natura.

E così la grande paura per Katia, è finita. La “traccia” l’aveva già data ieri sera “Piergiorgio”, il bloodhound del Cai abruzzese. Il cane molecolare però si era fermato ad un certo punto perché, secondo quanto ha detto Antonio Crocetta, del Cai Abruzzo, forse qualcosa l’aveva disturbato nella ricerca. La direzione era quella giusta, come è stato poi confermato dagli altri molecolari giunti di rinforzo in mattinata dalle Marche e dalla Lombardia. A trovare fisicamente la piccola è stato Diego Di Felice, il 50enne barista di Montorio, che l’ha notata accanto ad una siepe. Era con i vestitini sotto il braccio, un gesto che fa quando va a dormire. “Piangeva, voleva la mamma, aveva le scarpine in mano e i vestiti vicino a sè”, racconta Diego con le lacrime agli occhi. Era lì dove in pochi credevano potesse arrivare, a piedi, da sola, a due anni e mezzo

Al suo ritorno è stata una festa: applausi e pacche sulle spalle, molti hanno pianto. In paese appena si è sparsa la notizia hanno cominciato a suonare le campane. Ora sta bene, appare solo un pò spaventata. Sarà trasferita per accertamenti all’ospedale Mazzini di Teramo.

Il sindaco di Montorio, Gianni Di Centa, è stato per tutta la notte a fianco ai suoi concittadini tra rovi e sterpaglie: “Quando per radio ho sentito che avevano ritrovato la maglietta di Katia ho avuto un vuoto di delusione poi – ha proseguito – l’urlo liberatorio dei soccorritori mi ha riportato alla realtà di una gioia immensa. Non credevo potessimo ancora ritrovarla viva dopo tanto tempo”. Il sindaco ha voluto ringraziare non solo le forze dell’ordine e tutti i volontari impegnati, ma soprattutto l’enorme contributo dato dai residenti del paese: “Si sono prodigati senza esitazione a cercare subito la bambina e sono stati molto utili per darci importanti punti di riferimento e testimonianze”.

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