Nettuno, bimbo di due anni morto in uno stagno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:51

E'un sabato nero quello che si sta consumando a Nettuno (Roma). Stamani un bambino di due anni è morto, affogato in uno stagno all'interno di una proprietà privata. Il piccolo è stato ritrovato intorno alle 8 di mattina dalla madre che ha immediatamente avvisato i soccorsi. I sanitari del 118, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco, hanno provato a rianimare il piccolo, che aveva compiuto due anni a maggio scorso, ma non c'è stato nulla da fare. Inevitabile l'intervento degli uomini del Commissariato di Anzio, i quali stano cercando di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto. Secondo le prime indiscrezioni l'ipotesi più accreditata sarebbe quella di un fatale incidente. Il fatto, secondo chi indaga, sarebbe avvenuto nello spazio di pochi minuti: il bimbo sarebbe infatti finito nel vascone che si trova nel giardino dell'abitazione di famiglia, sfuggendo al controllo dei genitori, entrambi italiani.

I precedenti 

La settimana scorsa a Roma un bambino di 10 mesi è deceduto, presso l'asilo nido Pastrocchi e Scarabocchi di via della Marrana, all'Appio. Il bimbo sarebbe morto nel sonno e tutto farebbe propendere per l'ipotesi di una morte naturale ma nella locale Procura della Repubblica è stato aperto un fasciciolo conntro ignoti. Tragedie che avvengono purtropo anche nei luoghi più impensabili. Come nel caso di Siena, dove sempre un bambino di 10 mesi è morto in una corsia di ospedale. In questo caso però la Procura della città toscana ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, in seguito alla denuncia dei genitori. I quali hanno accompagnato il figlio per due volte presso la stuttura ospedaliera, ma il secondo ricovero è stato inutile. Ieri, invece, è stata depositata la superperizia in merito al caso di Giancarlo Esposito, deceduto il 2 luglio 2014, quando si trovava nella Piscina Campagnano di Cosenza. Secondo il collegio peritale il piccolo è scoparso prematuramente per una “miocardite acuta” e non per annegamento.  

 
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.