Grattacielo Regione Piemonte: 10 indagati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:43

Accuse pesanti nei confronti dei 10 indagati per falso e peculato in merito alla costruzione del nuovo grattacielielo della Regione Piemonte. Secondo la pubblica ccusa avrebbero falsificato i registri della contabilità, sottraendo oltre 15 milioni di euro dalle casse della Regione Piemonte per materiale mai entrato nel cantiere del grattacielo che a Torino accoglierà i nuovi uffici regionali. Per questo i carabinieri hanno notificato l’avviso di chiusura indagini a 2 funzionari e 2 ex funzionari della Regione Piemonte e a 6 amministratori di società ritenuti a vario titolo responsabili, di abuso d’ufficio, inadempienza contrattuale, peculato e falso. 

Le indagini

L'attività investigativa è cominciata lo scorso anno nei confronti di dirigenti e funzionari della Regione Piemonte che, secondo l’accusa, abusando delle loro funzioni contrattuali nell’ambito della costruzione del nuovo palazzo della Regione, si sono appropriati, falsificando i registri di contabilità, di oltre 15 milioni e mezzo di fondi regionali liquidandoli alla consortile incaricata della costruzione dell’opera per la fornitura e posa di materiale di fatto “mai” entrato in cantiere. Nel corso dell’indagine, sono inoltre emersi profili di responsabilità anche a carico degli amministratori delle società coinvolte nella realizzazione dell’opera ritenuti responsabili di inadempienza contrattuale, per aver fornito alla stazione appaltante piastrelle non conformi agli standard richiesti, prive del previsto trattamento con prodotti consolidanti e idrorepellenti e gravate da valori eccessivi di deformabilità sia sotto carico che a scarico avvenuto, e per questo in buona parte lesionatesi nel tempo e già sottoposte a sequestro lo scorso febbraio. 

Caso simile

Episodio diverso nella sostanza, ma identico nella forma dato che si tratta di un grattacielo delle istituzioni a Roma. Ad intervenire in questo caso è la Corte dei Conti che ipotizza un danno erariale da 263 milioni di euro. È il caso della sede della provincia, palazzo di 32 piani sito nel quartiere Eur-Castellaccio. L’indagine della Corte dei Conti è partita da un esposto presentato nel giugno scorso dal segretario generale della Città Metropolitana di Roma. Sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati contabili sono finite così due delibere: la n. 200 del 2007 e la n. 37 del 2009. 

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