GdF: falso “Made in Italy”, 66 denunce

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:22

Prodotti fabbricati nei Paesi dell'Est dove erano state apposte anche indicazioni di prodotto italiano, e venduti in Italia. E' l'illecita commercializzazione di quasi 5 milioni di articoli del valore di oltre 16 milioni di euro. Le etichette riportavano la falsa dicitura, insieme con il tricolore italiano, “Made in Italy”, “Prodotto italiano”. Lo hanno scoperto i militari GdF di Gorizia, al termine di indagini condotte tra 2016 e 2019 nell'ambito di una vasta operazione di polizia giudiziaria denominata “Made in”. I finanzieri hanno denunciato 66 persone per il reato di falsa indicazione di origine italiana, quasi tutti italiani, amministratori delle aziende importatrici dei prodotti su cui sono stati applicati all'estero segni e indicazioni tali da indurre in inganno i consumatori finali sull'origine della merce. Una parte dei beni illecitamente commercializzati – 350 mila prodotti e 217 mila chilogrammi circa di merci – sono stati sottoposti a sequestro probatorio.

Coldiretti: 58% delle frodi a tavola

“Con un balzo del 58% delle frodi a tavola, che colpiscono i prodotti simbolo della dieta mediterranea come l’olio, è necessario procedere al più presto alla riforma della legge sui reati in campo agroalimentare per sostenere gli ottimi risultati dell’attività delle forze dell’ordine con norme adeguate a colpire chi specula sulla salute dei cittadini”. Lo affermava la Coldiretti ripresa dal Sir lo scoros 17 settembre, dopo la scoperta da parte dei Nas di Firenze di una truffa con riciclaggio e ricettazione di ingenti quantità di olio di semi etichettato fraudolentemente come olio extravergine di oliva. “Un danno grave – sottolinea la Coldiretti sulla base dei dati ICQRF relativi al 2018 – per i consumatori e i produttori che stanno avviando la raccolta delle olive con una produzione nazionale di extravergine stimata nel 2019 in aumento dell’80% per un quantitativo di oltre 315 milioni di chili, dopo il crollo storico registrato lo scorso anno. Le frodi non solo ingannano i cittadini ma fanno crollare i prezzi dei prodotti di qualità in una situazione già difficile per la concorrenza sleale delle importazioni dall’estero ma anche per l’emergenza xylella che ha decimato gli ulivi salentini in Puglia dove si produce la metà dell’extravergine italiano. “La revisione delle leggi sui reati alimentari è una riforma a costo zero elaborata da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio agromafie promosso dalla Coldiretti. Serve a introdurre nuovi sistemi di indagine e un aggiornamento delle norme penali adeguate a combattere le frodi agroalimentari diventate più pericolose con l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali”, ha commentato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.
   

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