Francia, camioncino sulla folla del mercato di Natale: 11 feriti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:55

In serata a Nantes – tra le mille luci del mercatino di Natale – un automobilista a bordo di un camioncino bianco si è volontariamente schiantato contro la folla, ferendo almeno 11 persone, di cui cinque in modo grave: una è in prognosi riservata. Per il quotidiano locale, Ouest-France – che cita la testimonianza di persone presenti e di un poliziotto – al momento di lanciarsi contro il chioschetto del vin brulé, l’uomo, 44 anni, avrebbe gridato ‘Allah Akbar’ (Dio è grande), circostanza che peraltro la magistratura nega. Poi il tentativo di suicidio, con 9 colpi di pugnale.

Un episodio praticamente identico a quello che domenica sera ha terrorizzato Digione, quando un automobilista con gravi problemi psicologici, a bordo della sua Renault Clio usata come l’arma di un killer, ha deliberatamente investito tredici passanti in diversi angoli della città dopo aver urlato ‘Allah Akbar’. E sempre la stessa invocazione ha scandito il neofita convertito all’Islam che venerdì scorso si è presentato in commissariato a Joué-lès-Tours, nel centro del Paese, accoltellando tre poliziotti. Sul suo profilo Facebook, il ragazzo di appena vent’anni – poi ucciso dagli agenti – aveva pubblicato la bandiera nera dei terroristi dell’Isis. “Serve estrema vigilanza”, avverte il presidente Hollande. “Il rischio terrorismo non è mai stato così elevato”, rincara il premier Valls, pur aggiungendo in serata che ci vuole cautela e che é il momento “del buon senso e del sangue freddo”. Le autorità francesi si rifiutano del resto di considerare per ora alla stregua di attacchi terroristici gesti come quello di Nantes o di Digione, a differenza di quanto proclamato da quelle israeliane in episodi recenti pressoché identici avvenuti a Gerusalemme e altrove. Quello di Nantes è stato un attacco “deliberato”, ma anche “un’azione isolata” e per questo “non si può parlare di un atto di terrorismo”, ha affermato la procuratrice capo della città francese, Brigitte Lamy, sottolineando l’assenza di “una rivendicazione particolare” e insistendo sul fatto che l’investitore non avrebbe invocato in questo caso Allah.

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