Ebola, peggiorano le condizioni del medico di Emergency. La prognosi resta riservata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:40

Le condizioni generali del paziente ”sono lievemente peggiorate”. Recita così l’ultimo bollettino clinico dell’ospedale Spallanzani di Roma dove è ricoverato il medico di Emergency che ha contratto l’Ebola in Sierra Leone. Il paziente ”ha ricevuto nel pomeriggio di ieri la seconda infusione di plasma di convalescente arrivato dalla Germania, senza nessuna reazione avversa”.

L’Oms intanto precisa che non ci sono prove di una trasmissione sessuale di Ebola, anche se invita alla cautela visto che alcuni studi hanno trovato tracce del virus nel liquido seminale maschile fino a tre mesi dopo la guarigione in un numero ristretto di soggetti. L’Organizzazione mondiale della Sanità dunque precisa che è bene comunque per chi guarisce seguire delle precauzioni nelle settimane che seguono il ritorno a casa. Il tema, sottolinea il comunicato, è stato studiato poco, con un numero esiguo di ricerche pubblicate. Nei quattro studi che hanno cercato il virus nel liquido seminale, su un totale di 43 pazienti guariti Ebola è stato trovato in tre persone rispettivamente fino a 40, 61 e 82 giorni. ”Non ci sono prove però che il virus presente nel liquido sia capace di infettare – spiegano gli esperti Oms – In due studi che hanno seguito persone in cui era stato isolato il virus nel seme non sono state trovate tracce di contagio all’interno della famiglia”.

E in Guinea nei prossimi giorni sarà sperimentato un test ‘super rapido’ del virus in grado di trovare Ebola nel sangue o nella saliva dei pazienti in appena 15 minuti. Lo hanno annunciato, riporta la Bbc, il governo britannico e la fondazione Wellcome Trust che finanziano il progetto. Il test si basa su un ‘laboratorio mobile’, una valigetta che può funzionare ad energia solare e contiene i reagenti che funzionano a temperatura ambiente. Proprio come gli altri test in uso attualmente, che richiedono però alcune ore prima di una risposta, quello che verrà sperimentato, in un primo momento in accoppiata a quelli tradizionali per verificarne l’efficacia, si basa sulla ricerca del materiale genetico del virus. In questo caso però i reagenti usati sono in forma di ‘pastiglie’, che non necessitano di basse temperature per lo stoccaggio.

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