Caso Cucchi, il giudice si astiene dal processo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:47

Inizia senza cominciare davvero il filone del processo sulla morte di Stefano Cucchi che vede imputati otto carabinieri per depistaggio. Il giudice monocratico incaricato, Federico Bona Galvagno, si è infatti astenuto dal procedimento giudiziario in quanto ex militare dell'Arma (che si è costituita parte civile), attualmente in congedo. Una richiesta che, a quanto sembra, sarebbe arrivata dagli stessi familiari del geometra romano deceduto il 22 ottobre 2009 nell'Ospedale Sandro Pertini di Roma. L'udienza è stata quindi rinviata di circa un mese, al 16 dicembre 2019, quando verrà ufficialmente avviato il processo per depistaggio nei confronti degli otto militari imputati, a vario titolo, per falso, omessa denuncia, calunnia e favoreggiamento. Il nuovo giudice designato è la dott.ssa Giulia Cavallone.

Il commento di Ilaria Cucchi

Lo stop alla prima udienza del Cucchi-ter è arrivata praticamente in contemporanea alla conclusione del filone principale del processo sulla morte del 30enne, che vedeva coinvolti cinque carabinieri e la cui sentenza è prevista per il 14 novembre: “Io ed i miei genitori siamo allo stremo delle forze. Mamma e papà sanno già di essere condannati all’ergastolo di processi che si protrarranno fino alla fine della loro vita”. Questo il commento di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, apparso in un post su Facebook: “Ascoltando i difensori degli imputati che oggi ammettono tranquillamente il pestaggio inflitto a Stefano – ha spiegato -, non posso non pensare quanto esso sia stato ostinatamente negato dal prof. Paolo Arbarello, consulente della Procura nominato per l’esecuzione dell’autopsia sul suo corpo… Non posso non pensare alla prima perizia Grandi-Cattaneo che ipotizzando anche la caduta ha fatto morire mio fratello di fame e di sete. Non posso non pensare al braccio di ferro tra la Corte d’Assise di Appello e la Suprema corte di Cassazione sulla responsabilità dei medici per la sua morte. La prima assolve e riassolve. La seconda annulla e riannulla quelle assoluzioni. Un rimpallo di 4 sentenze”.

“Un processo sbagliato”

Secondo Ilaria Cucchi, che ormai da dieci anni porta avanti la battaglia per far luce e giustizia sulle vicende che portarono alla morte di suo fratello, “si tratta di un processo sbagliato. Drammaticamente sbagliato. Anche questo processo andrà a sentenza il 14 novembre insieme a quello ben più importante in corso contro i veri responsabili della morte di Stefano. I reati contro i medici sono tutti prescritti. Ma si va avanti lo stesso contro di loro. Perchè? Perchè penso che verranno ancora una volta assolti nonostante le loro evidenti responsabilità. Nonostante la durissima ultima sentenza della Suprema Corte. È un mio pensiero. È solo un mio pensiero”. Ringrazia poi il “lavoro dei pm Pignatone e Musarò, la verità è venuta a galla anche in un aula di giustizia ma c’è sempre qualcuno pronto a metter i bastoni tra le ruote di una Giustizia sempre più difficile da comprendere e spesso troppo lontana dai cittadini comuni in nome dei quali dovrebbe operare”.

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