Bimba uccisa sulle strisce, si è costituito il pirata della strada

I dati dell'associazione sostenitori della Polstrada (Asaps) sugli episodi di pirateria stradale nei primi cinque mesi del 2020

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:08

Tragedia della strada ieri sera a Bagnolo Mella, nel Bresciano. Una bambina di nove anni, Menar, è morta dopo essere stata investita da un’auto pirata mentre stava attraversando sulle strisce pedonali con la famiglia. Anche sua madre è stata investita dal mezzo, che non si è fermato dopo lo schianto. Entrambe in gravissime condizioni, sono state soccorse sul posto e poi trasferite d’urgenza al Civile, ma la piccola non ce l’ha fatta e si è spenta poco dopo l’arrivo in ospedale, mentre la madre ha superato la notte e versa in gravi condizioni. Fortunatamente illesi il padre e gli altri due figli che erano poco dietro madre e figlia. Il conducente del mezzo, dopo lo schianto, è scappato facendo perdere le proprie tracce.

Incidente in strada

L’uomo si è poi costituito in Procura spontaneamente nel pomeriggio di oggi, 6 luglio, senza avvocato. Era ricercato in tutta la Regione da ieri sera. Secondo le prime informazioni, si tratta di un cittadino italiano. Dopo un interrogatorio fiume, gli agenti hanno messo l’uomo ai domiciliari con l’accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso. Le indagini sono affidate al sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo.

Asaps: 28 morti in primi cinque mesi del 2020

Secondo i dati aggiornati dall’Osservatorio Asaps – associazione sostenitori della Polstrada – sono 308 gli episodi di pirateria stradale nei primi cinque mesi del 2020, con 28 morti e 365 feriti, nonostante il lockdown. Lo scorso anno gli episodi gravi erano stati 1.129, in aumento rispetto al 2018 del +12,3%, con 115 morti (+3,6%) e 1.335 feriti. Fra le 115 vittime, 54 erano pedoni e 16 i ciclisti; in 175 episodi è rimasto coinvolto un minore, in 86 incidenti il coinvolto aveva meno di 14 anni. L’autore della pirateria nel 2019 è stato identificato nel 53,1% dei casi, percentuale che sale al 70,2% per le piraterie mortali. Nel 15,1% delle piraterie mortali il conducente identificato a distanza di poco tempo è risultato positivo all’alcol o alla droga, o a entrambe le tossicità. Nel 16,7% il pirata identificato è risultato essere straniero. In 71 episodi (11,8%) le protagoniste della fuga erano donne. La regione con il maggior numero di episodi è stata la Lombardia (208), seguita da Campania (120) e Lazio (103).

I motivi della fuga dei pirati

“Complessivamente dati in aumento – commenta il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni, su Ansa – I dati di questo bieco fenomeno, molto italiano, devono farci riflettere e richiedono una maggiore politica di contrasto. I motivi della fuga? Più o meno sempre gli stessi, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, la paura di perdere la patente e la sempre più frequente ‘scopertura assicurativa‘. Chi si dà alla fuga può vedersi aumentata la pena per omicidio stradale e lesioni, da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a 5 anni o 3 anni”.

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