Arrestato il pusher che decimò la famiglia Ventrella

Arrestato il pusher ritenuto responsabile di aver procurato la dose mortale a Samuele Ventrella e intossicato il padre del ragazzo, Gerardo.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:32
Samuele e Gerardo Ventrella

Arrestato il pusher ritenuto responsabile di aver procurato la dose mortale a Samuele Ventrella e intossicato il padre del ragazzo, Gerardo. Il 25enne è deceduto il 2 agosto scorso a Lido di Camaiore (Lucca) per overdose. In quella stessa occasione, anche il padre Gerardo si era sentito male. L’uomo non è deceduto ma ha riportato lesioni gravissime a seguito dell’assunzione della medesima droga del figlio.

Il pusher

Il pusher – un 55enne italiano – è stato arrestato questa mattina dai carabinieri della stazione di Lido di Camaiore. Il 55enne, residente a Viareggio (in provincia di Lucca) e già noto alle forze dell’ordine, è destinatario di una misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca, Riccardo Nerucci. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero della procura di Lucca, Antonio Mariotti.

I militari, fanno sapere gli investigatori, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dell’arrestato che hanno consentito al gip di emettere la misura restrittiva degli arresti domiciliari a carico dell’uomo. Le ipotesi di accusa a suo carico sono: spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto.

La dinamica

I carabinieri, durante la notte tra l’1 e il 2 agosto scorso, intervennero a seguito di una segnalazione giunta al 112 che indicava due persone a terra prive di sensi in due diverse vie di Lido di Camaiore. Gerardo Ventrella e suo figlio Samuele vennero subito assistiti dal 118 manifestando chiari sintomi di intossicazione. Il padre fu ricoverato in prognosi riservata ed in pericolo di vita presso l’ospedale Versilia. Ne uscirà solo alcuni giorni dopo.

Samuele, condotto in arresto cardiaco all’ospedale Opa di Massa, morì poco dopo l’arrivo al nosocomio. L’overdose, scopriranno le indagini, fu procurata da un mix di stupefacenti. Nello specifico: cannabis e cocaina. Gerardo Ventrella 13 anni fa aveva scritto un libro, “Il mio quartiere“, incentrato proprio sulla dipendenza dalla droga. La stessa che in quel maledetto agosto si è portata via suo figlio.

Sul tema droghe e dipendenze, leggi anche: “La Giovanni XXIII in festa per i 40 anni delle comunità terapeutiche“.

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