Covid, nel mondo 431 mila morti. A Pechino 11 quartieri in lockdown

Non si fermano negli Usa le manifestazioni contro il razzismo: strade invase a New York e Los Angeles; a San Francisco è stato bloccato il Bay Bridge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:20
Pechino, in Cina

Sono più di 431.193 le persone decedute nel mondo a causa della pandemia da Coronavirus dall’inizio della comparsa del primo focolaio in Cina. Il numero complessivo dei casi di contagio accertati supera i 7,8 milioni. Gli Stati Uniti risultano il Paese più colpito al mondo con 115.729 decessi e 2 milioni 93.335 contagi. Seguono il Brasile che registra 43.332 morti, il Regno Unito con 41.698, l’Italia con 41.698 e la Francia con 29.398 decessi. In America Latina i decessi si avvicinano a quota 80mila. Allarme per l’intensità di contagi a Panama.

Cina: 11 quartieri chiusi a Pechino

Altri 11 quartieri di Pechino (in Cina) sono stati messi in quarantena, dopo che la capitale ha registrato 36 nuovi contagi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Gli ultimi casi di contaminazione sono stati scoperti in un mercato all’ingrosso nel nordovest di Pechino, nel distretto di Haidian, dopo che la scorsa settimana era già stato chiuso il gigantesco mercato di prodotti freschi di Xinfadi nel sud della metropoli cinese, nel distretto di Fengtai: 11 le aree residenziali messe in quarantena in quella zona. Nelle ultime 24 ore sono stati 49 in totale i nuovi casi di coronavirus in tutta la Cina, compresi i 36 della capitale. Diverse città del paese ora consigliano ai loro residenti di evitare viaggi a Pechino. Tre dei nuovi casi sono stati registrati nella vicina provincia dello Hebei. Gli altri dieci sono persone provenienti da paesi stranieri. Per il nuovo focolaio di Pechino è stata aperta un’indagine e sono stati rimossi dall’incarico alcuni funzionari locali: Zhou Yuqing, vice direttore del distretto di Fengtai, per inadempienza nel controllo e nella prevenzione dell’epidemia, e Wang Hua, segretario del partito del villaggio di Huaxiang, a Fengtai. Rimosso dall’incarico anche il general manager del mercato all’ingrosso Xinfadi, Zhang Yuelin. A livello nazionale sono stati contati anche 18 casi senza sintomi, che il governo cinese non include nelle sue statistiche totali. In totale la Cina ha contato ufficialmente dall’inizio dell’epidemia oltre 83.000 casi di contagio, di cui 4.634 mortali.

In Usa altri 382 morti in 24 ore, Cuomo minaccia di chiudere New York

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 382. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i decessi totali sono 115.729. Il governatore di New York, Andrew Cuomo, minaccia di chiudere nuovamente Manhattan e gli Hamptons, la località di mare vicino alla Grande Mela rifugio dei milionari della città. Cuomo usa parole dure per descrivere le immagini di assembramenti e le migliaia di denunce presentate per il mancato rispetto delle regole imposte per la riapertura dopo il coronavirus. Parole che mandano su tutte le furie il sindaco di New York, Bill de Blasio: “imprigionare la gente” non è la risposta, “dobbiamo trovare un equilibrio fra la sicurezza e la necessità delle aziende di riaprire”, ha detto de Blasio tramite un suo portavoce.

Proteste

Intanto, non si fermano negli Stati Uniti le manifestazioni contro il razzismo: strade invase a New York e Los Angeles; a San Francisco è stato bloccato il Bay Bridge e migliaia di persone hanno manifestato davanti alla Casa Bianca. La morte dell’afroamericano 27enne, Rayshard Brooks, raggiunto da due colpi di arma da fuoco alla schiena, alimenta la rabbia contro l’uso eccessivo della forza da parte della polizia. L’autopsia ha stabilito che la sua morte è stata causata da emorragia e da lesioni ad alcuni organi e l’agente che ha fatto fuoco è stato licenziato.

Minneapolis 

America Latina, 1.600.000 casi e 78mila morti

La pandemia da coronavirus continua a registrare nelle ultime 24 ore in America Latina una crescita dinamica sia dei contagi, giunti a 1.646.746 (+46.026), sia dei morti, aumentati a 79.602 (+1.642). E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile, Paese leader nella regione e secondo più colpito al mondo dietro gli Stati Uniti, ha registrato una crescita più moderata rispetto alla media dell’ultima settimana, forse per la festività domenicale, fissando i contagiati a 867.624 (+17.110) ed i morti a 43.332 (+612). Seguono Perù (229.736 e 6.688) e Cile (174.293 e 3.323), mentre altri sei paesi della regione (Messico, Ecuador, Colombia, Argentina, Repubblica Dominicana e Panama) confermano il difficile momento latinoamericano con contagi superiori ai 20.000 e oltre 400 morti.

Machu Picchu

Intanto in Perù riaprirà le porte ai turisti da luglio ma a ranghi ridotti Machu Picchu. Nel sito storico peruviano saranno ammessi solo 675 visitatori al giorno, un quarto del numero usuale, per rispettare il distanziamento sociale e le altre misure anti-coronavirus, ha spiegato Jean Paul Benavente, governatore della regione di Cusco. Le guide potranno gestire gruppi di massimo sette visitatori e saranno obbligatorie le mascherine.

Lieve calo dei contagi in Pakistan

Il numero di casi confermati di Covid-19 in Pakistan è aumentato di 5.248 unità raggiungendo i 144.478, mentre 97 morti in più portano il totale dei decessi nel paese a 2.729 nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il Ministero della Salute, sottolineando che le nuove infezioni sono 1.577 in meno e le morti sono 18 in più rispetto a ieri. Il numero totale di pazienti guariti da Covid-19 ha raggiunto i 53.721, dato che 1.986 persone in più si sono riprese dalla malattia. Il ministro federale pakistano Asad Umar ha dichiarato ieri che il numero totale di casi di Covid-19 è arrivato a quasi 150.000, con la previsione di triplicare entro la fine di giugno e di raggiungere e forse superare il milione alla fine di luglio.

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