Covid Italia: tracce di virus nelle acque di Milano e Torino già a Dicembre

Studio in pubblicazione, campioni prelevati dai depuratori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:21
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Altri 66 morti in Italia per coronavirus. Le vittime salgono a 34.514 dall’inizio dell’emergenza, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. Il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 238.159. Il 64% dei nuovi contagi è in Lombardia, 4 le regioni a zero contagi. Si tratta di Basilicata, Molise, Valle d’Aosta e Umbria. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 180.544.

I tamponi

Per quanto riguarda la ricerca del virus attraverso i tamponi, “si osserva che il trend nazionale, in diminuzione nelle scorse settimane, è tornato a risalire: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100 mila abitanti è passato da 5,90 a 6,25″. É quanto emerge dalla dodicesima puntata dell’Istant Report Covid-19 di Altems, Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica (sede di Roma) su Sars-Cov-2. “Il tasso settimanale più basso si registra in Sicilia (è di 2,79 tamponi per mille abitanti nell’ultima settimana) quello più alto si registra in Veneto (13,06 per mille abitanti), mentre il Lazio si ferma a 3,87, sotto la media nazionale. Osservando il dato dall’inizio dell’epidemia a livello nazionale il 4,79% ha ricevuto il tampone”. “Per il monitoraggio nella fase 2 è fondamentale il rapporto tra numero delle persone positive e il numero di persone testate nella settimana. Si passa da valori prossimi al 3% per la maggior parte delle Regioni, fino al 7% delle Marche. La Lombardia è circa al 6%, la media italiana è al 3%”, conclude il report.

Tracce di virus nell’acqua

Nelle acque di scarico di Milano e Torino c’erano già tracce del virus SARS-CoV-2 a dicembre 2019. Lo ha scoperto uno studio in via di pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità realizzato attraverso l’analisi di acque di scarico raccolte in tempi antecedenti al manifestarsi della COVID-19 in Italia. I campioni prelevati nei depuratori di centri urbani del nord Italia, sono stati utilizzati come ‘spia’ della circolazione del virus nella popolazione.

Come è iniziata la circolazione del virus

Questa ricerca può contribuire a comprendere l’inizio della circolazione del virus in Italia e fornisce informazioni coerenti rispetto ad altri risultati ottenuti dall’analisi retrospettiva su campioni di pazienti ospedalizzati in Francia, che identificavano un positivo al SARS-CoV-2 in un campione respiratorio, quindi clinico, risalente alla fine di dicembre 2019, e ad un recente lavoro spagnolo che ha rinvenuto RNA di SARS-CoV-2 in campioni di acque reflue raccolte nella metà di gennaio a Barcellona, circa 40 giorni prima della notifica del primo caso autoctono. Lo studio dell’Iss ha preso in esame 40 campioni di acqua reflua raccolti da ottobre 2019 a febbraio 2020, e 24 campioni di controllo per i quali la data di prelievo (settembre 2018 – giugno 2019) consentiva di escludere con certezza la presenza del virus.

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