Covid: in India oltre 8 milioni di contagi. Paura per la festa del Diwali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:37

L’India ha superato gli otto milioni di casi identificati di coronavirus, ha annunciato oggi il governo indiano. Il Paese asiatico è il secondo più colpito dalla pandemia dopo gli Stati Uniti, con quasi 9 milioni di casi. L’India ha anche un totale di oltre 120.000 decessi ufficialmente attribuiti al Covid-19, contro i quasi 230.000 degli Usa, riporta la Johns Hopkins University.

New Dehli e Bombay

New Delhi ha registrato ieri 5.000 nuovi contagi, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Le autorità temono che presto supereremo i 10.000 nuovi casi al giorno nella capitale. Bombay, capitale finanziaria, è la città più colpita dell’India con oltre 250.000 casi e più di 10.000 decessi: conta attualmente circa 2.000 nuovi casi al giorno.

Il premier indiano Narendra Modi ha recentemente deplorato l’incuria della popolazione, e in particolare il mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale.

Bassissimo tasso di mortalità

L’India ha una popolazione tra le più alte al mondo, circa 1 miliardo e 300 milioni di abitanti. In percentuale, è dunque uno dei Paesi con il tasso di mortalità più basso al mondo. Inoltre, il numero di nuove infezioni è rallentato a livello Nazionale negli ultimi giorni, benché sia in crescita nelle grandi metropoli. Le autorità si stanno però preparando a una nuova ondata di casi dopo il Diwali, la più grande festa religiosa del Paese, che si svolgerà il prossimo 14 novembre.

Diwali

Diwali è una delle più importanti feste indiane e simboleggia la vittoria del bene sul male. E’ chiamata “festa delle luci” perché, durante la festa, si usa accendere delle candele o lampade tradizionali chiamate diya.

I festeggiamenti per Diwali si protraggono per cinque giorni nel mese indù di ashwayuja (che solitamente cade tra ottobre e novembre). Per induisti e giainisti è la celebrazione della vita e l’occasione per rinsaldare i legami con familiari e amici, anche lontani. Il governo indiano prevede quindi grandi assembramenti e un nuovo picco di contagi.

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