Covid-19, Roma: Virginia Raggi chiede termoscanner per stazione

Il sindaco manda una nota ai ministeri dell'Interno e della salute per aumentare il controllo presso la Stazione Termini di Roma Capitale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:20

Il Coronavirus va assolutamente circoscritto nella sua espansione. A Roma ancora deve essere registrato il picco dei contagi e nelle ultime ore molte persone non hanno rispettato le indicazioni del Dpcm del premier Giuseppe Conte, tanto che la sindaca Virginia Raggi dopo aver chiuso i parchi lo scorso 13 marzo, è stata vista ieri rimproverare delle persone che creavano assembramenti nella capitale. Oggi, Virginia Raggi chiede di poter avere a disposizione dei termoscanner per la stazione di Roma Termini.

La richiesta

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha inviato una nota ai ministeri dell’Interno e della Salute, alla Protezione civile nazionale e alla presidenza della Regione Lazio, in cui si richiede l’attivazione di controlli della temperatura corporea dei passeggeri dei treni in arrivo nelle principali stazioni ferroviarie di Roma. Quella dei “termoscanner” è una misura di controllo, già sperimentata negli aeroporti d’Italia, che funziona come campanello d’allarme e che serve al personale sanitario per effettuare gli esami successivi per l’eventuale individuazione del Coronavirus. All’interno della lettera, Raggi spiega che “Termini, Tiburtina e Ostiense rappresentano snodi di comunicazione fondamentali interconnessi, peraltro, con l’aeroporto di Fiumicino ed ovviamente con tutte le città italiane ed europee”. Già ieri, il sindaca ha ordinato alle unità della polizia locale e della protezione civili di utilizzare i megafoni per le strade al fine di ricordare ai cittadini le norme indicate nei decreti governativi. 

 

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.