Coronavirus, Sileri: “Facciamo quadrato intorno al Servizio Sanitario Nazionale”

Le dichiarazioni del viceministro della Salute intervenuto alla trasmissione Agorà Estate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:28

Scudo penale e intervento sui contratti. E’ questo ciò che servirebbe per tutelare i medici italiani impegnati nella lotta contro il Covid-19. E’ quanto ha dichiarato il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo ad Agorà Estate, aggiungendo che in generale i medici vanno protetti dalle troppe cause che vengono intentate.

Le dichiarazioni di Sileri

Rispondendo alla domanda sull’opportunità di uno scudo penale, il viceministro si è detto favorevole all’istituzione di un tale strumento, aggiungendo che “è giusto che il paziente venga risarcito ma bisogna fare attenzione alle cause ai medici, è necessario fare qualcosa in questo senso non solo per l’emergenza attuale ma che funzionerà tra dieci anni. I problemi c’erano anche prima, quindi ben vengano provvedimenti come lo scudo penale, o un intervento sui contratti, facciamo quadrato intorno al Servizio Sanitario Nazionale, partendo dalle donne e dagli uomini”. Durante la trasmissione è stato presentato il caso di un medico deceduto per il coronavirus, ma che ha difficoltà nell’ottenere il risarcimento per via del proprio contratto atipico. “Mi adopererò per aiutare questi colleghi – ha detto Sileri – non è possibile che ci sia discriminazione tra i contratti“.

La quarantena e le leggi

Il viceministro Sileri, inoltre, ha affermato che non servono leggi particolari per chi viola la quarantena, perché quelle che ci sono sono sufficienti. “Bisogna solo applicare la legge che già c’è. Chi è in quarantena deve rimanervi ed è già punito se esce ed è positivo. Probabilmente una soluzione più forte nei controlli è necessaria, il caso del Veneto è grave ma isolato, non sono tutti così. Lo dimostrano i controlli sui focolai e su come vengono condotti. La battaglia ora è proprio sui focolai che vanno affrontati con tamponi e isolamento, e sta funzionando, ne vengono scoperti molti ma vengono spenti”.

Tampone per chi rientra dall’estero

Chi entra in Italia dall’estero, se non viene da paesi particolarmente a rischio, dovrebbe essere “lasciato libero” dopo aver fatto un tampone, ha affermato il viceministro Sileri. “Dobbiamo smetterla di mettere paura alla popolazione, il virus circola ma molto meno, potrebbe circolare di più in autunno ma se manteniamo le regole che abbiamo verosimilmente non tornerà come prima. I test sierologici e i tamponi sono le armi, e i tamponi sono necessari anche per liberare le persone dalla quarantena. Se una persona non viene da un paese ad alto rischio basta intensificare i controlli: si fanno i tamponi all’arrivo e poi magari si ripetono e si lasciano libere di circolare, sennò non viene più nessuno e l’economia muore”. Sileri contesta anche l’affermazione dell’Oms secondo cui ‘il peggio deve ancora arrivare’. “All’inizio il virus non si conosceva bene, l’Oms negli ultimi 15 giorni di gennaio ha cambiato le circolari e le ha rese un po’ fuorvianti, è stato messo il link epidemiologico e questa restrizione probabilmente ha confuso un po’ le idee. L’affermazione che il peggio deve ancora arrivare mi ha sorpreso, andava bene il 31 gennaio, ma ora bisogna indicare in quali paesi. Qui è difficile che possa diventare peggio di come è stato, significherebbe avere dimenticato tutte le misure, il training delle persone e dei medici, la preparazione degli ospedali”.

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