La prima notte di chiusura: il silenzio di Milano

Strade e piazze deserte nel capoluogo lombardo dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza della regione per contenere i contagi. Si può ancora evitare il lockdown? Risponde il governatore Fontana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:10

Milano capoluogo della provincia italiana con il numero di contagi più alti ha vissuto la sua prima notte di chiusura dopo la stretta della regione Lombardia che ha imposto il divieto di uscire dalle 23 alle 5. Sul capoluogo lombardo è calato di nuovo il silenzio, come nei mesi del lockdown della scorsa primavera.

I controlli di Milano

La città è presidiata dalle forze dell’ordine che controllano le autocertificazioni che consentono gli spostamenti. Le strade del centro sono apparse completamente deserte. Lungo i Navigli, le pattuglie della Polizia locale hanno verificato che alle 23, come stabilito dall’ordinanza, tutti i locali fossero chiusi. I camerieri, infatti, avevano iniziato a ritirare sedie e tavolini già da mezz’ora prima dello ora x.

Si può ancora evitare il lockdown?

“Sono in corso valutazioni tecniche, siamo in contatto costate col Comitato tecnico ristretto che valuta i numeri e giorno dopo giorno cerchiamo di mettere in pratica cosa ci consiglia. I reciproci dati possono essere utilizzati da entrambi. Se con i provvedimenti assunti il contagio dovesse rallentare, si potrebbe evitare. Se l’impennata dovesse continuare, può darsi si prenda un provvedimento diverso”. Ha parlato così a Sky TG24 il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a proposito dell’ipotesi di un nuovo lockdown a Milano o anche in altre zone del territorio. “Quello che abbiamo fatto – continua il presidente della Regione – va nella direzione di contenere il contagio. Bisogna controllare e monitorare ogni giorno e decidere se sia il caso di continuare con questi provvedimenti o assumerne di più”.

Fontana: “Analizzare la situazione dell’occupazione delle terapie intensive e degli ospedali”

Fontana ha proseguito: “Più che numeri, bisogna analizzare la situazione dell’occupazione delle terapie intensive, degli ospedali. Dobbiamo evitare che la nostra sanità sia ingolfata così tanto da non essere efficiente. Abbiamo una serie di scenari, ora siamo nel terzo e in questo sono scattati alcuni provvedimenti. Se le cose dovessero continuare a peggiorare, si avranno altri scenari. Non si deve ipotecare il futuro, bisogna cercare di capire come agirà il virus”.

“Controllare che la situazione non diventi troppo grande”

Il governatore ha affermato: “Preoccupato con attenzione, nel senso che è tutto un film che abbiamo già visto e che dobbiamo cercare di contenere un po’ di più. Controllare che la situazione non diventi troppo grande. Mi rendo conto sia difficile, dopo quanto successo tra marzo e maggio, chiedere ai cittadini altri sforzi. Alle persone fragili e agli anziani: rimanere in casa il più possibile e isolati il più possibile. Speriamo che il tempo sia brutto, che ci agevola a rimanere in casa”.

“Ridurre di due ore il trasporto pubblico”

Sul trasporto pubblico, Fontana ha dichiarato: “Su base dati a cui facevo riferimento, dobbiamo ridurre nello spazio di due ore il trasporto pubblico locale. La copertura è intorno al 50-55 per cento, nell’ora di punta grande affollamento. Le ipotesi sono di ridurre la gente che va al lavoro o la gente che va a scuola. Sono sempre stato a favore della scuola in presenza, ma bisogna fare scelte dolorose. Con il provvedimento temporaneo abbiamo 13-14 giorni di tempo in cui studiare diluizione ingresso orario studenti. Da giugno chiediamo al Governo un intervento sia economico, sia in merito alla divisione dell’inizio degli orari di lavoro di studio, ma non abbiamo avuto risposta”

“In tarda mattinata medici e infermieri in ospedale Fiera Milano”

Fontana ha commentato la situazione dell’ospedale Fiera Milano: “In tarda mattinata arrivano medici e infermieri. Avrei tenuto l’ospedale come ruota di scorta, qualcosa da utilizzare in caso di bisogno, invece siamo arrivati al punto in cui farlo riaprire e consentire che gli altri ospedali si possano dedicare alle altre patologie. I medici e gli infermieri dell’ospedale Fiera Milano si dedicheranno ai malati di coronavirus, negli altri si eviteranno commistioni e ci si dedicherà ai malati ordinari”.

L’appello ai cittadini

Fontana lancia infine un appello ai cittadini lombardi: “Chiedo un grande sforzo a rispettare certe regole e limitazioni di libertà e di vita che non fanno piacere a nessuno, ma in una situazione drammatica dobbiamo purtroppo accettarle. Lo chiedo col cuore in mano. I cittadini hanno dato una risposta eccellente nella precedente ondata, chiedo ancora attenzione, in particolare per gli anziani e le persone fragili”.

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