Coronavirus: ecco quali sono i criteri per i monitoraggi

ll Ministro della Salute Speranza firma un nuovo decreto per monitorare l'evoluzione della situazione epidemiologica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:54

Il Ministero ha reso noto che Roberto Speranza, Ministro della Salute, ha firmato il decreto ministeriale con cui vengono definiti i criteri relativi alle attività di monitoraggio del rischio sanitario per l‘evoluzione della situazione epidemiologica.

Calcolo del rischio settimanale

Una classificazione aggiornata del rischio per ciascuna Regione deve avvenire almeno settimanalmente. Il ministero della Salute, tramite apposita cabina di regia, che coinvolgerà le Regioni e l’Istituto superiore di sanità, raccoglie le informazioni necessarie per la classificazione del rischio e realizza una classificazione settimanale del livello di rischio di una trasmissione non controllata e non gestibile del virus nelle Regioni.

I tre indicatori del decreto

Secondo il decreto i tre indicatori con valori di soglia e di allerta che dovranno essere monitorati nella fase 2 sono: capacità di monitoraggio; capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti; stabilità di trasmissione e tenuta dei servizi sanitari.

Il monitoraggio dell’epidemia

Secondo il Ministro fondamentali per il monitoraggio dell’epidemia sono anche il grado di reattività e la “tenuta del sistema sanitario, per assicurare l’identificazione e gestione dei contatti, il monitoraggio dei quarantenati, una adeguata e tempestiva esecuzione dei tamponi per l’accertamento diagnostico dei casi”. La ricerca e la gestione dei contatti, per essere condotta in modo efficace, “deve prevedere un adeguato numero di risorse umane, quali operatori sanitari e di sanità pubblica, da coinvolgere secondo le esigenze locali. Sulla base delle stime dell’Ecdc, per garantire in modo ottimale questa attività essenziale dovrebbero essere messe a disposizione nelle diverse articolazioni locali non meno di una persona ogni 10mila abitanti“.

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