Come sono nate le litanie del Rosario

Maria Regina della Pace
Foto di Mateus Campos Felipe su Unsplash

Con il termine “Litanie Lauretane”, dette anche “litanie della Beata Vergine Maria”, si indicano le suppliche che si recitano alla fine del Santo Rosario. Esse sono una forma di preghiera cristiana caratterizzata da una serie di invocazioni e risposte, spesso recitate in modo alternato tra un celebrante e l’assemblea, la parola deriva dal greco “litanéia” che significa “supplica” o “preghiera”. Le litanie hanno radici molto antiche, già presenti nei primi secoli del cristianesimo, ma derivano anche da pratiche religiose precristiane, in cui si invocavano le divinità con formule ripetitive e cadenzate. Nella liturgia cristiana, questa forma di preghiera si è sviluppata come mezzo per chiedere protezione, intercessione o perdono, ed è stata spesso usata durante processioni pubbliche in tempi di crisi, pestilenze o guerre.

Le più antiche litanie cristiane conosciute sono le “Litaniae majores” e le “Litaniae minores”, legate a processioni penitenziali in uso già nel V secolo. La forma classica prevede l’enunciazione di titoli o invocazioni, a cui l’assemblea risponde con formule standard come “prega per noi” o “liberaci, Signore”. Tracce di suppliche e invocazioni ripetitive risalgono a testi molto antichi sia pagani che giudaici, nel salmo 135 o 136 della Bibbia, è spesso citato come esempio di “ritornello litanico”, infatti ogni versetto si conclude con l’acclamazione: “perché eterna è la sua misericordia.” Questa struttura mostra un ritmo litanico di lode e supplica.

Gli studiosi concordano sul fatto che l’origine della litania come forma specifica di preghiera cristiana risalga al IV secolo d.C. in Oriente, forse ad Antiochia e da lì si diffuse nelle altre Chiese orientali, mentre testimonianze di litanie in forma collettiva, come invocazione agli abitanti del Paradiso, si trovano in testi greci dell’Asia Minore intorno al 400 d.C.. Papa Gregorio Magno (590-604) utilizzò il termine “Litania” per indicare le grandi processioni di fedeli a Roma. In particolare, il 25 aprile, con le litanie maggiori, e i tre giorni precedenti l’Ascensione le litanie Minori o Rogazioni, erano giorni dedicati a questa preghiera penitenziale in processione.

Un ramo molto popolare sviluppatosi dalle Litanie è quello delle “Litanie Mariane” della Beata Vergine Maria. Le Litanie Lauretane: tali litanie devono il loro nome al Santuario della Santa Casa di Loreto dove erano cantate regolarmente, soprattutto il sabato, già nel XVI secolo. I pellegrini contribuirono a diffonderle in tutta Europa. Furono aggiunte alla recita del rosario da Papa Pio V (1566-1572) dopo la vittoria della Lega Santa contro i Turchi nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre del 1571. La loro popolarità crebbe a tal punto che Papa Sisto V (1585-1590) approvò ufficialmente per l’uso universale nel 1587.

Ma forse le litanie “Lauretane” non nacquero nel celebre santuario delle Marche: nella loro forma caratteristica e nel contenuto essenziale sono infatti già attestate in un antico manoscritto del XII secolo. E’ un formulario che si compone di 73 invocazioni: contiene elogi come “flos virginitatis, forma sanctitatis” (“fiore di verginità”, “modello di santità”); “hymnus caelorum”, “luctus infernorum” (“inno dei cieli”, “lutto dell’inferno”).

I Papi hanno il potere di introdurre nuove invocazioni alla Vergine, così lo stesso Pio V introdusse dopo la vittoria di Lepanto: “auxilium christianorum”; nel 1587 Sisto V (1585-1590) ne approvò 43 con un decreto pontificio, nel 1768 fu inserita su richiesta di Papa Clemente XIII (1693-1769) “mater immaculata”.

Su richiesta del re di Spagna Carlo III  (1716-1788);  nel 1854 in seguito alla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, Pio IX (1846-1878)  rese obbligatoria la definizione: “regina sine labe  originali concepta”; nel 1883 Leone XIII (1878-1903) aggiunse: “regina sacratissimi Rosarii”, che consigliò per il mese di ottobre; lo stesso pontefice nel 1903 introdusse anche “mater boni consilii“, come omaggio alla Vergine venerata sotto questo titolo nel santuario di Genazzano, una cittadina vicino Roma e  suo paese natale;  “Regina Pacis”, fu aggiunta da Benedetto XV (1914-1922) durante la prima guerra mondiale; Pio XII (1939-1958) per ricordare il Dogma dell’Assunta, del 1950, inserì nelle litanie: “Regina in caelum assumpta”; mentre Paolo VI (1963-1978), a conclusione del Concilio Vaticano II nel 1965, aggiunse: “Mater Ecclesiae”; durante il pontificato di Giovanni Paolo II (1978-2005) entrano a far parte delle litanie anche: “Mater Misericordiae” e nel 1995: “Regina familiae”. Nel 2020 Papa Francesco (2013-2025) fece aggiungere altre invocazioni: “Mater Misericordiae”, “Mater Spei” e “Solacium migrantium” (Aiuto dei migranti).

Nelle litanie dedicate alla Vergine, vi sono tre invocazioni iniziali che derivano direttamente dalle litanie dei santi; un gruppo di dodici invocazioni intorno al termine Mater, altre sei sono rivolte a Maria Vergine e ne esaltano la prudenza, la clemenza e la fede; mentre altre tredici fanno parte di un gruppo che riunisce titoli di derivazione biblica, con altri di origine patristica; un altro gruppo di quattro invocazioni propone un’esperienza tipica della pietà medievale: il ricorso alla Vergine vista come presenza tutelare per i suoi figli, soprattutto per i peccatori, i miseri, gli afflitti e gli infermi; infine un gruppo di dodici si svolge attorno al termine Regina: per l’assoluta eccellenza nella santità e nell’adesione alla volontà del Signore.

Infine, oltre a quelle dei santi e a quelle “lauretane”, la Chiesa ha approvato molte altre litanie particolari, come quelle del Santissimo Nome di Gesù, del Sacro Cuore di Gesù, di San Giuseppe e del Sangue di Cristo.

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