Canarie-Lampedusa: il Magistero dell’accoglienza

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Leone XIV incontra le realtà di accoglienza dei Migranti. Foto pool viaggio papale

Il pontificato dell’accoglienza dalle Canarie a Lampedusa. Le isole spagnole nell’Atlantico sono drammaticamente note per essere l’approdo di una delle rotte migratorie più letali al mondo. La dignità umana, testimonia Leone XIV, esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime. Oltreché processi seri di accoglienza e integrazione e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra. Secondo il Papa figlio spirituale di Sant’Agostino se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare. E cioè il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini. “Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera“, avverte Robert Francis Prevost.

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Foto: @crocerossa

Il 4 luglio sarà un viaggio breve ma dal profondo valore simbolico, interamente dedicato alla memoria, alla preghiera e all’incontro con chi attraversa il Mediterraneo in cerca di speranza. L’arrivo di Leone XIV a Lampedusa è previsto per le 9. Da lì una sequela di momenti di forte impatto emotivo e spirituale. Il Pontefice toccherà i luoghi simbolo dell’isola e del dramma delle migrazioni. Si inizia con l’omaggio ai migranti defunti, al Cimitero locale per un omaggio floreale sulle tombe. Poi Leone XIV si recherà alla Porta d’Europa per un momento di riflessione davanti al monumento che rappresenta l’approdo e la speranza, ed infine al Molo Favaloro dove il Papa benedirà la targa che intitolerà ufficialmente il molo a Papa Francesco, e rivolgerà un saluto personale ad alcuni migranti presenti. Il cuore dell’evento sarà la Messa prevista per le 10 e 30. Per l’occasione, sul palco sarà esposta l’effige della Madonna di Porto Salvo, protettrice dell’isola e dei naviganti. Al termine della funzione, Leone XIV dedicherà del tempo ai saluti istituzionali e pastorali. Incontrando le autorità, i volontari impegnati nell’accoglienza e i bambini ammalati. Testimoniando ancora una volta la sua vicinanza agli ultimi e a chi soffre. Una giornata che si preannuncia storica per la comunità lampedusana. Nuova tappa dopo le Canarie del Magistero dell’accoglienza.

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Lampedusa. Foto di Ron Dauphin su Unsplash

Già a Santa Cruz il primo Papa a visitare le Canarie aveva sottolineato l’importanza di “poterci incontrare” e di “un’accoglienza che non cancella le radici di chi arriva“. Per spiegare l’universalità dell’amore, ha evidenziato il Pontefice, “Gesù prese come esempio il gesto di servizio di un uomo di un altro popolo e di un’altra religione che ebbe compassione di una persona ferita e maltrattata“. Anche i primi evangelizzatori “si diressero verso l’ignoto, portando come principali beni la fede, la speranza e la carità”. Robert Francis Prevost si è rivolto direttamente ai migranti: “Prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare”. Ma, sottolinea il Pontefice, “voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta”. Poi “non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Prosegue il Papa: “Quelle false promesse sono ‘canti delle sirene’, sono industrie di morte. Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza“.

 

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