Sfatiamo gli effetti del Piatto di pasta a Cena, fa bene e non ingrassa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:10

Buone notizie per gli amanti della pasta! Infatti, secondo uno studio pubblicato di ricente sulla rivista scientifica The Lancet Public Health, ha dimostrato che mangiare pasta a cena migliora il riposo notturno e non fa ingrassare. Una rivelazione che potrebbe influire sulle abitudini alimentari per quei 27 milioni di italiani che soffrono di disurbi del sonno.

La ricerca

In base a quanto riportato nello studio, mangiare la pasta a cena fa bene, rilasssa, facilita il sonno e non fa ingrassare. La ricerca dimostra, quindi, che la pasta può essere consumata nelle ore serale e si può rivelare un valido aiuto contro i disturbi del sonno in quanto contiene Triptofano e Vitamine del gruppo B. Ma quali ricette di pasta sono più adatte per la cena? A spigarlo è l’Unione italiana Food (già Aidepi, l’associazione che rappresenta i pastai italiani) che, in occasione della Giornata mondiale del sonno che ricorre il 15 marzo, ha pubblicato una guida che aiuta ad orientarsi tra le ricette di pasta più indicate.

I consifgli dell’Unione Italiana Food

Ma quale pasta preferire? La Guida di Unione Italiana Food consiglia quali sono le 10 ricette da preferire. Dai fusilli zenzero e zucchine, alle linguine alle vongole, fino agli ppaghetti con asparagi e timo. Importantissima anche la quantità da consumare: per esempio, la porzione consigliata di sera è di massimo 80 grammi. Andrebbe preferita quella integrale, per l’indice glicemico più basso e il maggior contenuto di vitamina B. In alternativa, si può abbinare la pasta “gialla” ai legumi, come nel caso delle penne con piselli e funghi o di una pasta e fagioli. A proposito di condimenti, l’olio extravergine d’oliva è un vero toccasana per il suo potere di spegnere le infiammazioni, si può aggiungere a crudo oppure saltando la pasta in padella a fine cottura. Buona idea anche optare per un piatto unico di pasta, abbinato a proteine magre come pesce, legumi e verdure, cotte o crude: impegnano la digestione rallentando l’assorbimento di carboidrati.

 

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