Accadde oggi: il 27 aprile 1901 il primo Giro d’Italia in Automobile (VIDEO)

La storia della Ferrari raccontata ad Interris.it dal Presidente della prestigiosa scuderia Baldini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35

Il 27 aprile 1901 si svolse il primo Giro d’Italia in automobile, divenuto nel 1934 il Giro automobilistico d’Italia. La prima edizione, il “Giro d’Italia in Automobile”, venne organizzata dall’AC di Torino in collaborazione con il Corriere della Sera. Le vetture che parteciparono alla gara percorsero 1650 chilometri, pari a 1000 miglia, attraversando Genova, Spezia, Firenze, Siena, Roma, Perugia, Rimini, Bologna, Padova, Vicenza, Verona e Milano. L’iniziativa aveva come principale obiettivo promuovere le quattro ruote e invitare all’acquisto i pochi italiani che potevano permettersele. L’inizio delle operazioni di registrazione era previsto per le 6.30 del 27 aprile 1901, un’ora dopo, la partenza. Le condizioni atmosferiche però, proprio quel giorno erano pessime: per via della pioggia torrenziale più della metà dei concorrenti decise di ritirarsi dalla competizione. Partirono solo 32 vetture delle 72 che si erano iscritte, di cui nove Fiat, quattro Panhard, quattro Peugeot, tre Renault, due Rosselli e due Mors. Presenti anche i marchi Benz, Daimler, Ceirano, Delahaye, Marchand, De Dion, Isotta Fraschini e Darracq. Durante la manifestazione ci fu un grave incidente ad Altedo, nei pressi di Bologna, durante il quale perse la vita una ragazza quindicenne, Armida Montanari, travolta dall’automobile di uno dei concorrenti. Il traguardo fu poi raggiunto l’11 maggio.

Per ricordare questo momento Interris.it ha incontrato Fabio Baldini, il presidente della Scuderia Baldini che corre esclusivamente con le vetture Ferrari. La famiglia Baldini ha una lunga tradizione nelle competizioni automobilistiche così come nell’assistenza, nella vendita e nel restauro delle più belle super car del mondo tanto che da oltre 40 anni a questa parte è un vero punto di riferimento per il motorismo romano e non solo. La scuderia è stata fondata nel 1973 da Giordano Baldini, buon pilota con le formula e oggi viene portata avanti con successo dai figli Fabio e Augusto.

Il presidente Baldini con il pilota Jacques Villenueve

Le decine di Ferrari di ogni modello e di ogni età, con le Lamborghini e le Porsche sono l’impressionante espressione visiva commerciale della scuderia. “Ai nostri piloti abbiamo sempre affidato Ferrari Gran Turismo, negli ultimi anni abbiamo corso con le 458 Gt3, abbiamo conquistato il titolo italiano nel 2014, 2015 e 2016. Con il modello Ferrari 488 Gt3, invece, abbiamo vinto il premio italiano 2019 con Stefano Gai e con il supporto dei compagni di squadra Antonio Fuoco, Giancarlo Fisichella e Jacques Villenueve” ha dichiarato l’attuale presidente.

Il team della scuderia Baldini con il Presidente accanto al pilota Fisichella, primo a sinistra

Oggi la gara automobilistica più importante è la Formula 1. Nel corso delle varie edizioni, sono entrati nella sua scuderia tanti campioni tra cui Jacques Villenueve e Fisichella, com’è stato vivere i campionati con loro e com’è stato accompagnare questi campioni durante il loro percorso?

“Villnueve e Fisichella li abbiamo avuti con noi nel 2018/2019. Sono stati e sono tutt’ora anni impegnativi per noi, per dei campioni così la squadra deve lavorare tanto, sono molto esigenti, ma dalla loro esperienza abbiamo imparato molto. Questi sono dei talenti naturali, che poi con i vari test e allenamenti, sia in pista che fuori dalla pista si perfeziona il tutto. Anche Shumacker lo ricordo per il suo essere stato sempre un grande lavoratore, instancabile e sul pezzo, un vero professionista”.

Il rosso Ferrari con la sua scuderia di piloti ha appassionato e appassiona ancora oggi intere generazioni: cosa rappresenta per l’Italia?

“Il rosso Ferrari è l’orgoglio dell’Italia, punta di diamante del settore automobilistico che appassionerà sempre tante generazioni perché è un simobolo di appartenenza. La Formula 1 è la descrizione dell’automobile e tutta la sua esperienza negli anni è stata poi riportata in strada, in particolare per l’aspetto riguardante la sicurezza stradale. Anche l’ibrido, per esempio, ora piano piano sta arrivando sulle strade. Insomma è il modello del futuro, sia per prestazioni che per sicurezza”.

 

 

 

 

 

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