SABATO 02 MAGGIO 2015, 13:00, IN TERRIS

SCALA, TRIBUTATI ALLA TURANDOT 11 MINUTI DI APPLAUSI

L’opera pucciniana, rimasta incompiuta e rappresentata ieri sera col finale scritto da Berio, ha aperto l’Expo

MILENA CASTIGLI
SCALA, TRIBUTATI ALLA TURANDOT 11 MINUTI DI APPLAUSI
SCALA, TRIBUTATI ALLA TURANDOT 11 MINUTI DI APPLAUSI
Il pubblico della Scala ha tributato undici minuti di applausi alla Turandot rappresentata ieri sera nel famoso teatro milanese e legata alla 'prima' di Expo. L'opera di Puccini è stata diretta da Riccardo Chailly, alla sua prima opera da direttore principale del teatro. La regia è del tedesco Nikolaus Lehnhoff, già abituato a cavalcare palchi quali la Deutcher Oper di Berlino e il Metropolitan di New York. Si è trattato della prima Turandot – opera incompiuta - messa in scena alla Scala di Milano con il finale scritto da Luciano Berio al posto di quello più noto di Franco Alfano.

“Stiamo ancora vibrando. È stata una bellissima serata”. Così ha commentato il direttore d'orchestra Chailly ai giornalisti al termine del capolavoro pucciniano conclusosi con un grande successo di pubblico e gli applausi del Premier Renzi dal Palco Reale. Un vero trionfo per il soprano Maria Agresta (Liù), per il tenore Aleksandrs Antonenko (Calaf) e per Nina Stemme, nel ruolo della bella Turandot. La messinscena ha affascinato fin dall'inizio: grandi pareti rosse sormontate da balconi sui lati e una lunga passerella superiore percorsa da dignitari di corte. Sotto, il popolo di Pechino. I colori sono cupi - rosso scuro, nero e blu - a rimarcare il senso di claustrofobia che incombe sulla reggia, dominata dalla gelida principessa che sottopone i pretendenti a enigmi impossibili da risolvere, pena la morte.

Molto apprezzato il finale di Berio in cui viene rappresentata la trasformazione di Turandot, da principessa spietata a donna vinta dall'amore, attraverso la spogliazione dalla corazza che la riveste da parte di Calaf che, alla fine, la lascia indifesa e aperta al sentimento d’amore che sta crescendo in lei. L'opera finisce nella luce, ma senza trionfalismi, esaltando il legame fra amore e morte che era senz'altro nelle corde di Puccini. Giù il sipario, la moderna Turandot è già leggenda. Lo spettacolo, intanto, prosegue all'Expo.
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