SABATO 18 LUGLIO 2015, 004:30, IN TERRIS

MAROON 5: UN TWEET FA SALTARE IL TOUR IN CINA

Il governo di Pechino ha preso misure drastiche nei confronti di chi solidarizza con il Dalai Lama

AUTORE OSPITE
MAROON 5: UN TWEET FA SALTARE IL TOUR IN CINA
MAROON 5: UN TWEET FA SALTARE IL TOUR IN CINA
Jesse Carmichael, il tastierista dei Maroon 5, lo scorso 4 luglio ha postato un messaggio di auguri su Twitter, per gli ottant'anni del Dalai Lama. Questa, forse, la probabile causa che ha portato all'improvvisa cancellazione del tour che la band americana doveva tenere in Cina il prossimo settembre. Nel comunicato ufficiale, diffuso da Live Nation, promoter della band, dove si legge l'avvenuta cancellazione dei live, non si fa riferimento a nessuna motivazione ufficiale. Questo è bastato per far risalire al tweet del tastierista la causa di tale atto, vista la difficile situazione politica tra Cina e Tibet.

Caramichael, dopo aver twittato gli auguri al leader spirituale del popolo tibetano, ha partecipato ad una festa buddista negli USA, dove ha scattato alcune foto che ha poi caricato su Instagram. Dopo poco tempo il tweet e le foto sono stati rimossi dai social. Il Dalai Lama, che ricevette il Premio Nobel per la Pace nel 1989, vive in esilio dal 1959. Anche se venerato in tutto il mondo, i leader politici cinesi lo accusa di essere un "lupo travestito da pecora" e un indipendentista. Il governo di Pechino ha preso misure drastiche nei confronti di chiunque abbia stretto legami con il Dalai Lama, tra cui anche il primo ministro inglese David Cameron.

Non appena si è sparsa la notizia, sui social cinesi non sono mancate le critiche verso i Maroon 5. Tuttavia è difficile stabilire se queste critiche siano frutto di un libero pensiero e non pilotate. La maggior parte di queste hanno come centro il fatto che chi è amico del Dalai Lama non può essere amico della Cina e non ha l'autorità per immischiarsi negli affari di un altro stato.

Le autorità cinesi non si sono pronunciate in merito alla cancellazione dei concerti live dei Maroon 5 nel loro paese, ma non sarebbero i primi musicisti occidentali ad essere presi di mira. Già nel 2008 Bjork, durante un suo concerto a Shangai, invocò l'indipendenza del Tibet, facendo infuriare il governo cinese. Agli Oasis venne imposto l'annullamento del loro tour perchè Noel Gallagher partecipò ad un live Free Tibet a NEw York. Più recentemente, nel 2012, Elton John fu fermato dalla polizia cinese dopo aver dedicato il suo concerto che tenne a Pechino "allo spirito e al talento di Ai Weiwei", un artista dissidente.
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