LUNEDÌ 22 FEBBRAIO 2016, 002:20, IN TERRIS

LA MUSICA LIBERA I DETENUTI: UN PROGETTO PER LE CARCERI ITALIANE

Già attivo in 4 carceri italiane, il progetto ha bisogno di ulteriori brani per arricchire la scelta musicale

EDITH DRISCOLL
LA MUSICA LIBERA I DETENUTI: UN PROGETTO PER LE CARCERI ITALIANE
LA MUSICA LIBERA I DETENUTI: UN PROGETTO PER LE CARCERI ITALIANE
“La genialità dei musicisti di tutte le epoche, di tutti gli stili” deve “essere goduta anche in quei luoghi in cui l’unica libertà che non deve essere assolutamente persa è quella del sentire del cuore”, è questo l'appello di Franco Mussida, musicista della Premiata Forneria Marconi. L'artista ha ideato il progetto Co2 - con il patrocinio del ministero della Giustizia, dell'Alto Patronato del presidente della Repubblica e con la partecipazione della Siae - che ha l'obiettivo di portare la musica nelle carceri italiane.

Il progetto è già attivo in quattro istituti di reclusione - Opera, Monza, Rebibbia femminile e Secondigliano – e prevede che all'interno delle carceri siano create delle vere e proprie audioteche con computer, iPad e impianti audio nelle quali i detenuti possano avvicinarsi a vari generi musicali, scoprire il potere rilassante e benefico della musica e aprirsi alle emozioni. Il contesto delle prigioni, infatti, tende a disumanizzare la persona, una cosa molto grave se si considera che spesso, chi commette un crimine deve essere piano piano reinserito nella società.

Le scelte musicali dei carcerati vengono registrate e studiate da un team di sociologi e psicologi che possono in questo modo orientare il detenuto verso l'ascolto di particolari opere. Uno degli obiettivi del progetto è di portare il numero di brani presenti nelle carceri da 1300 a 20 mila, suddivisi non più per generi musicali, ma per stati d'animo. Per fare questo, Mussida sta mobilitando il mondo dell'arte e i suoi colleghi musicisti, con un appello che lo stesso artista ha invitato a diffondere: “Per ciascuno di noi la musica è una grande gioia, – ha scritto - ma c’è gente che per paura di vivere il dolore della propria condizione di vita, soffoca il mondo dei propri sentimenti, escludendo anche quelli che aiuterebbero ad alleviare quel dolore”. Mussida termina il suo messaggio invitando gli altri musicisti a contribuire al progetto, suggerendo brani strumentali, di ogni genere.
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