DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019, 14:40, IN TERRIS


SANREMO 2019

Baglioni, la musica e il voto che divide

Conferenza finale dei conduttori. Il direttore artistico sulla discussione legata alle votazioni: "Festival popolare? Allora solo televoto"

REDAZIONE
Claudio Baglioni, direttore artistico
Claudio Baglioni, direttore artistico
N

o, non è mai passato Festival senza la sua dose di polemica. Sul vincitore, sull'allestimento, sulle canzoni, sugli abiti... E' una regola non scritta visto che, per quanto l'impegno possa esserci e il valore di brani e musica (come in questo) possa essere alto, mettere d'accordo tutti è complicato. La canzone di Mahmood è bella, il testo carico di un significato profondo ma, stranamente, il tutto è passato quasi (purtroppo) inosservato a fronte di un dopo-festival quasi totalmente incentrato sui commenti relativi ai sistemi di voto e alle esternazioni di altri artisti in conferenza stampa. Il che è un peccato visto che, al di là di una classifica che avrebbe certamente potuto riservare piazzamenti migliori in alcuni casi, come giustamente ricordato da alcuni artisti "il vero Sanremo inizia ora", nelle sfide delle radio, dei concerti, dei tour e dei dischi. Un'attenzione maggiore al valore dei testi avrebbe permesso a Mahmood di dividere meno o a Ultimo di ricevere il giusto apprezzamento, visto che la sua canzone, come lo scorso anno, meritava e, sicuramente, meriterà nei mesi che verranno.


Il voto

Ma, come detto, al centro del Festival la discussione è di casa: nel mirino stavolta finisce il sistema di voto che, diviso fra le tre giurie, ha riservato un apprezzamento maggiore del pubblico per I tuoi particolari di Ultimo rispetto a Soldi di Mahmood, premiato invece dalla giuria d'onore e dalla sala stampa. Nella conferenza finale anche "il dirottatore" artistico Claudio Baglioni ne ha parlato: "O il festival diventa di nuovo solo popolare o questa mescolanza, il fatto di avere tre o quattro giurie spezzettate rischia di essere discutibile. Qualsiasi direttore artistico che arriva a Sanremo si trova tante incrostazioni precedenti, si trovano servitù di passaggio. Poi c’è un atteggiamento timoroso nei confronti della sala stampa, si pensa che togliere il voto ai giornalisti possa suscitare un ritorno ostile, lo dico con grande franchezza. Penso che se il festival vuole essere veramente una manifestazione popolare deve essere giudicata solo dal televoto. Poi c'è la giuria d’onore, c'è il retaggio televisivo che mettendo più facce, specchio della società, pochi pensano in un modo ma si bilanciano poi i poteri".


Il festival dei giovani

Un dato evidente, forse anche per la presenza di molti artisti riconducibili a questa generazione, è che il Festival ha coinvolto le giovani generazioni (la finale ha visto il 63% di pubblico fra i 15 e i 24 anni): "Quella che sembrava una favola -  ha detto ancora Baglioni - cioè che qualcuno arrivato da Area Sanremo  potesse vincere anche il Festival di Sanremo si è verificato. È un po’ da zero a tutto, mi piacerebbe essere nei suoi panni. Ricordo quando una mia canzone entrò in classifica, Piccolo grande amore era seconda, giravo e guardando le case pensavo: qualcuno dietro quella finestra mi conosce. Credo che Mahmood sia stato travolto da un ciclone, avrei voluto essere nel suo cuore. Le canzoni sono arte tascabile ma sono stelle fisse, pietre dure, rimangono. A Sanremo c’è stato un segnale di cambiamento, ed è importante che rimanga".


Bisio e Virginia

Parola anche ai due co-conducenti: "Bisio nonostante l’età ha ancora una fanciullezza dietro le quinte - ha detto Virginia Raffaele -, prima di andare in scena, Baglioni è un caterpillar. Ringrazio il pubblico che mi ha voluto bene e non è mai scontato". Per quanto riguarda Bisio, l'ex conduttore di Zelig ha spiegato che "Baglioni mi ha coinvolto in questa impresa a 61 anni. Quando mi ha chiamato l’ho detto: siete sicuri che sia la persona giusta? Mi hanno detto: ‘Provaci’. Ci sono stato dentro e mi sono divertito sempre più, all’inizio avevo paura di entrare con gli scarponi di fango. Virginia? Ho incontrato una persona eccezionale... Siamo entrambi dei talenti, ingredienti di prima qualità. Io vorrei provare a ritrovare la giusta chimica. Di solito nei teatri le prime file sono ingessate, noi avevamo una prima fila che rideva. Sabato ci sono state contestazioni quando abbiamo letto le classifiche, il pubblico protestava per il quarto posto a Loredana Bertè: per placarli ho detto che avremmo dato un premio del pubblico, e le sarà consegnato".

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