Spiritismo, Aldilà… della ragione

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La morte ci pone prepotentemente di fronte a tanti interrogativi e lascia sempre un grande vuoto interiore, difficile da colmare se non si possiede quella fede nella resurrezione che Cristo ha donato al mondo. Dinanzi allo strazio della perdita, però, sono molte le persone che non riescono ad accettare il dolore della separazione. Farebbero qualsiasi cosa e sceglierebbero di credere a qualsiasi storia – benché inverosimile – pur di avere un ultimo contatto con il defunto. Alla base della grande diffusione dello spiritismo moderno vi è proprio questa speranza laica: che la morte non abbia posto la parola “fine” sull’esistenza.

La pratica di parlare con lo spirito dei morti risale all’antichità, ad epoche pre-cristiane. Babilonesi, etruschi, egizi avevano rituali e sacerdoti destinati a comunicare con i defunti. Lo storico Strabone la cita come principale arte divinatoria dei persiani. Il fine era quello di chiedere a persone ormai trapassate, che si presupponeva vivessero in un’altra “dimensione”, consigli o premonizioni del futuro. Pur essendo estranea ai principi sanciti nella Bibbia, che la condanna a varie riprese, era praticata anche dagli ebrei. La Bibbia stessa, d’altra parte, cita l’episodio dell’evocazione dell’ombra di Samuele effettuata dalla pitonessa di Endor su invito del re Saul nel primo libro dei Re.

La modernità ha vissuto un vero e proprio revival delle pratiche spiritistiche. Le radici di quello che oggi si definisce spiritismo moderno sono rintracciabili nel secolo dei lumi, più precisamente nella teoria del “magnetismo animale” elaborata nel 1780 dal medico tedesco Franz Anton Mesmer (Moos, 23 maggio 1734 – Meersburg, 5 marzo 1815) secondo il quale il corretto funzionamento dell’organismo umano è garantito da un flusso armonioso di un fluido fisico che lo attraversa; tale fluido si identifica con la forza magnetica e deve essere in armonia con quello universale. I pazienti di Mesmer, una volta “magnetizzati”, affermavano di entrare in contatto con gli spiriti.

È l’800 il secolo che porterà lo spiritismo nelle case di milioni di persone, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, dalla Francia al Brasile. Il termine spiritismo (in francese spiritisme) fu coniato per la prima volta da Allan Kardec (pseudonimo del pedagogista francese Hippolyte Léon Denizard Rivail) nella sua introduzione de Il libro degli spiriti (Le Livre des Esprits), pubblicato il 18 aprile 1857, nel quale egli riportò i risultati di due anni delle sue investigazioni sui cosiddetti fenomeni paranormali e le interviste nelle quali Kardec e il suo gruppo dialogavano con gli spiriti, grazie a dei medium francesi.

Sempre verso la metà dell’800, al di là dell’Oceano, l’America venne scossa dalle esperienze paranormali delle tre sorelle Fox che furono le protagoniste della nascita e diffusione nei paesi anglosassoni del movimento. Nel 1848 le giovani sorelle Kate (1836-1892) e Margaret (1834-1893) Fox – cui più tardi si aggiungerà anche la sorella maggiore Leah (1811-1890) – cominciano a udire nella loro casa colpi inspiegabili. La casa di Hydesville – una cittadina nello stato di New York – aveva fama di essere stregata. Superata l’iniziale paura, venne sviluppato una sorta di codice di comunicazione in cui i battiti erano utilizzati per rispondere “sì” e “no” o per indicare precise lettere dell’alfabeto. Le ragazze inizialmente chiamarono il presunto fantasma “Mr. Splitfoot” (Signor Piede-Biforcuto, un nomignolo per indicare il Diavolo) ma in seguito la presunta entità avrebbe dichiarato di essere lo spirito di un venditore ambulante di nome Charles B. Rosma, che sarebbe stato ucciso in quella casa cinque anni prima e poi sepolto nella cantina. Tuttavia non si riuscì mai a identificare alcuna persona scomparsa che portasse tale nome né il corpo di un cadavere in cantina. Nonostante una serie di scandali – Margaret ammise di avere prodotto lei stessa i “colpi” di Hydesville, ma poi ritrattò – il caso delle sorelle Fox attirò un enorme interesse.

La Chiesa nei secoli non ha mai smesso di denunciare tali pratiche. La Sacra Scrittura, fin dall’Antico Testamento, si esprime con fermezza e severità contro coloro che praticano la magia o altre forme di divinazione, considerate gesti di ribellione contro Dio e forme di vera e propria “prostituzione”. Diversi studi hanno evidenziato i danni psicologici e fisici derivati dal praticare le sedute spiritiche, senza contare le migliaia di persone ingannate da presunti medium – in realtà veri ciarlatani e mistificatori – che si sono viste spogliate non solo della speranza di poter comunicare con un caro defunto, ma anche dei propri risparmi. Spesso le vittime che escono da tali spirali di morte riescono a trovare la stabilità e la tranquillità perdute affidandosi a un sacerdote ed entrando in modo più attivo nella Chiesa attraverso la partecipazione ai gruppi di preghiera e ai sacramenti.

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