Valsesia: la “valle più verde d’Italia”

Una vacanza tra cammini sacri, patrimoni Unesco, case Walser e rafting.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:59

È soprannominata “la valle più verde d’Italia”, un’area verdissima, a tratti selvaggia e disabitata, a tratti abitata fin dalle epoche più remote. Si trova in Piemonte, in provincia di Vercelli, percorsa dal fiume Sesia  in quel territorio che si  incunea   tra la fascia prealpina e le Alpi, fino ai piedi del Monte Rosa, racchiuso a ovest tra il Biellese e la Valle d’Aosta  e a est tra il Lago d’Orta e la Val d’Ossola. Storicamente è, però, legato a Milano perché fu dominio degli Sforza fino al 1700.

Perché andarci in un weekend d’estate?

Gli amanti della montagna troveranno un luogo selvaggio e ancora autentico, grazie alle alte quote e alle tradizioni mantenute nel tempo. Chi ama stare sulle due ruote, in Valsesia avrà molte soddisfazioni. Vari i percorsi ciclabili, di diverse lunghezze e difficoltà. Per chi ama vivere esperienze adrenaliniche in acqua, divertimento assicurato tra le rapide del fiume Sesia con il rafting, il canyoning, il kayak e l’hydrospeed.

Varallo: la “capitale” della Valsesia

Una delle località più famose della valle, Varallo, è una tappa obbligata perché racchiude piccole opere d’arte. Qui sorge il Sacro Monte di Varallo, il più antico dei sacri monti italiani. Realizzato nel 1491, ripercorre il calvario di Cristo. Un percorso ascensionale tra piazze, cappelle, sentieri immersi nella natura e racconti sacri narrati attraverso affreschi, gruppi di statue lignee o di terracotta. Un patrimonio storico e artistico di grande valore che l’Unesco tutela dal 2003.
Altro aspetto caratteristico della cittadina è il suo borgo medievale con i suoi palazzi storici e con le contrade, dove le vie riportano i nomi dei prodotti che in passato venivano venduti per queste strade: la contrada del grano, del vino, del burro ecc….

Alla scoperta delle tradizioni Walser

Alagna è un’altra grande regina della valle. La tappa ideale per partire alla scoperta della cultura Walser, una popolazione di origine germanica che si insediò nella valle nel 1200. Una cultura molto particolare che influenza ancora oggi tradizioni e costumi del territorio. Oltre a scoprire qualcosa in più sulle tipiche case walser, costruite in pietra e legno di larice e particolarmente diffuse nella zona, si può visitare il Museo Walser. Una baita perfettamente conservata, datata 1628, esempio inalterato di ciò che fu e di come veniva vissuta.

A tavola e nel bicchiere

La vacanza può essere un’occasione per cimentarsi in assaggi e scoperte degne di nota, in shopping di prodotti tipici da riportare a casa, per tenere i sapori della valle ancora un po’ con sé. Il prodotto più famoso è la Toma valsesiana, un formaggio da gustare rigorosamente con la polenta o accompagnato a un bel tagliere di salumi, sorseggiando un bicchiere del vino di Gattinara. Di tradizione Walser è la Turta di Alagna: piatto unico agrodolce che si ottiene con un impasto di farina gialla e bianca, uova, burro, latte, panna e l’aggiunta di salamella, formaggio, mele, fichi secchi e uvetta sultanina. Vero street food salesiano è la Miaccia, una sorta di piadina che si può gustare da sola oppure farcita con formaggi, miele, cioccolata o frutta.

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