Un tuffo dove l’acqua è più blu: le isole d’Elba e del Giglio

Realtà uniche dal fascino immenso, in cui ammirare fantastici scorci, indimenticabili tramonti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:19

L’isola d’Elba

L’isola accoglie il turista in tutta la sua bellezza: con i suoi profumi e i suoi colori. Da geologi, naturalisti e botanici, è considerata un laboratorio a cielo aperto, grazie alla sua conformazione geologica e alla sua particolare posizione geografica. Conosciuta ai più come luogo d’esilio di Napoleone, è la più vasta isola della Toscana. La sua storia risale a epoche pre-romane come testimoniano gli insediamenti dei Liguri e poi degli Etruschi. L’isola racchiude in sé il fascino e l’esclusività di un territorio ricco di storia, civiltà e natura. Offre, infatti, un favoloso mix di attività sia culturali che ricreative quali visite a castelli, a cittadine in altura, ed escursioni, passeggiate in mountain bike, nuoto, immersioni subacquee. Il mezzo più comune per arrivarci è il traghetto da Piombino a Portoferraio, la città principale, che custodisce alcuni grandi tesori della cultura elbana e i segni della dominazione della famiglia De’ Medici. Cosimo I de’ Medici conferì a Portoferraio lustro e importanza, facendo costruire una fortezza inespugnabile, tuttora perfettamente visibile. E dall’interno della fortezza si snodano le strade del centro storico, ricco di luoghi suggestivi. Quello che sorprende dell’isola è il fatto che a pochi metri di distanza esistono realtà tanto diverse tra loro, che rappresentano tanti piccoli mondi. Gli otto comuni di questa splendida isola – Portoferraio, Marciana, Marciana Marina, Campo nell’Elba, Porto Azzurro, Rio Marina, Capoliveri, Rio Elba – presentano infatti delle peculiarità uniche e questo lo si può notare nella cultura, nelle tradizioni, nella cadenza linguistica, nell’architettura dei centri storici ma anche nelle rocce e nella vegetazione dei diversi versanti. Sull’isola si susseguono cale di scogli e lunghi arenili, spiagge di sabbie bianche o scure, di ciottoli o sassi.

L’isola del Giglio

Per dimensioni è la seconda isola dell’arcipelago toscano. Presenta una costa frastagliata e a tratti davvero impervia tra cui scovare baie sabbiose e insenature sottovento, dove vivere intense giornate di mare. Ma l’isola non è solo mare e spiagge. Come tutto l’arcipelago toscano richiama appassionati di trekking che non disdegnano soste rilassanti tra cultura e sapori locali. La sua doppia naturamarinara da un lato e agricola dall’altro – è testimoniata dalla tradizionale rivalità fra Giglio Porto e Giglio Castello. Da Giglio Porto, piccolo centro turistico e commerciale, si sale a Giglio Castello, a 405 metri sul livello del mare, dove la cinta muraria è interrotta da torri cilindriche e rettangolari. All’interno si trovano la rocca e la parrocchiale, entrambe di origine trecentesca, in mezzo a un dedalo di vicoli, di piccole case con scala esterna, di logge e di archi. Da Giglio Castello partono due strade: una verso Giglio Campese, luogo balneare dallo splendido arenile dove svetta una torre seicentesca, e l’altra una verso la punta di Capel Rosso, il versante più selvaggio dell’isola. Qui Paolo Sorrentino ha girato l’ultima scena del film “La grande bellezza”, inquadrando le diverse sfumature di blu e il profilo dell’isola di Giannutri all’orizzonte.
Ci sono tre fari nell’isola, quello delle Vaccarecce, noto anche come Faro Antico, è un faro marittimo dismesso che si trova nella parte settentrionale dell’isola. Da quando lo scrittore Federico Moccia s’ispirò proprio a questo faro, inventando una leggenda, nel romanzo “Scusa ma ti chiamo amore” è conosciuto come il “faro degli innamorati”.

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