Il caldo estremo legato al Super El Niño potrebbe provocare oltre 450mila decessi aggiuntivi nel mondo tra giugno 2026 e febbraio 2027. A lanciare l’allarme è un rapporto del Climate Impact Lab dell’University of Chicago, secondo cui le temperature eccezionalmente elevate rappresentano un’anticipazione delle condizioni climatiche che potrebbero diventare sempre più frequenti nei prossimi decenni. L’impatto maggiore è atteso nel Sud del mondo, mentre l’Italia si colloca al 49° posto per conseguenze sulla mortalità.
Il caldo come anticipazione del futuro
Secondo il rapporto, nel periodo in cui sarà presente il “Super El Niño” iniziato a giugno e destinato a protrarsi fino alla primavera, le temperature medie supereranno gli 1,2 gradi, una condizione simile a quella che si prevede che si registrerà stabilmente tra 20 anni a causa del cambiamento climatico. Inoltre, si verificherà un aumento del 44% delle giornate di caldo estremo rispetto a quelle attese in un anno normale. “Le temperature eccezionalmente elevate che gran parte del globo registrerà durante questo evento di El Niño rappresentano una cartolina dal futuro”, si legge nel rapporto. “Sebbene oggi appaiano anomale, tra qualche decennio diventeranno la norma”. Enorme l’impatto sulla mortalità: tra giugno e febbraio si prevedono circa 451 mila morti aggiuntive a causa dell’aumento delle giornate di caldo estremo. Gli effetti più gravi si concentreranno nel Sud del mondo: solo nella regione del Sahel si stimano 66.800 decessi in eccesso nei prossimi sei mesi rispetto alla media del periodo 1996-2025.
Il peso sul Sud del mondo
Quasi la metà dei decessi (31.400) si verificheranno in Nigeria. Pesante l’impatto anche sul Sudan che dovrà affrontare 17.500 decessi aggiuntivi dovuti al caldo, sul Niger (10 mila) e sul Ciad (8 mila). Nel Sud-est asiatico sono previsti 19.400 decessi aggiuntivi tra Filippine, Vietnam, Thailandia e Cambogia, e 19.300 decessi in Indonesia. Altre aree fortemente colpite nei prossimi mesi saranno l’India (15.800 decessi) e il Brasile (13.300). L’Italia, che si trova al 49° posto per impatto sulla mortalità, si prevede che fronteggerà 780 morti aggiuntive.
L’ombra di un bilancio ancora più pesante
Il bilancio potrebbe però peggiorare: l’aumento delle temperature, infatti, potrebbe protrarsi fino a giugno-luglio. “Le proiezioni sulla mortalità a breve termine indicano la direzione che stiamo prendendo se non verranno effettuati nuovi investimenti nell’adattamento”, scrivono i ricercatori, secondo cui, oltre che agire nell’immediato per “ridurre di decine di migliaia il numero di vite perse”, è importante guardare al futuro mettendo in atto strategie per ridurre gli effetti potenzialmente ben più ampi del cambiamento climatico.
Fonte Ansa

