La Puglia delle masserie dove la migliore tradizione italiana convive con il futuro

Per vivere un’esperienza unica immersi in un’atmosfera che appartiene al passato, tra scenari naturali di rara bellezza rimasti intatti nel tempo.

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Fonte: ANSA

Non c’è solo la Puglia delle vacanze estive, del mare cristallino. C’è anche la Puglia che, grazie al sole che sembra non abbandonarla mai, va bene per tutti i mesi dell’anno. Quella Puglia dove le pietre antiche, il silenzio della campagna, i sapori dell’orto e le terrazze con vista su uliveti e vigneti ne hanno fatto una delle mete preferite dagli stranieri e dai vip. Alle località di mare, sempre più spesso vengono preferite le masserie dell’entroterra, fabbricati rurali autosufficienti, oggi  trasformate, in molti casi, in strutture di accoglienza di lusso.

Come sono nate le Masserie

Queste imponenti costruzioni di campagna di origini sei/settecentesche hanno rappresentato per diversi secoli un fenomeno di grande importanza non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello culturale e sociale.

Grazie al crescente sviluppo dell’agricoltura avvenuto nel XVI secolo, nobili, borghesi e clero impiantarono nelle loro proprietà salentine uliveti a perdita d’occhio. Ed è così che lì, dove c’erano antichi casali e piccoli insediamenti rupestri, sorsero le masserie di campo, che rappresentano quella che era l’architettura rurale del tempo. Ognuna affascina con le sue caratteristiche e storie diverse, tutte da scoprire.

Tra quelle mura spesse, costruite con antiche tecniche tipiche della terra pugliese, che si elevano fiere con le maestose volte a stella, si sente ancora l’eco delle storie di quelle generazioni di uomini che lì hanno vissuto e che nessuno racconterà.

Gli edifici includevano oltre alle abitazioni dei residenti, con aree riservate ai padroni, ai coloni ed ai pastori, i magazzini per gli attrezzi e le sementi, le stalle per i buoi, i recinti e le tettoie per le pecore, l’aia per la trebbiatura, “la pajara”, il casolare per la trasformazione del latte e il forno. Non è difficile immaginarle alla fine dell’800, vibranti di vita con le stalle piene di cavalli, i braccianti alla sera con le schiene curve per il duro lavoro nei campi, i passi del massaro negli appartamenti padronali e i ritmi lenti della campagna.

Le masserie oggi

Negli ultimi decenni, il binomio agricoltura-turismo ha permesso il recupero e la trasformazione di centinaia di masserie in strutture ricettive in grado di offrire al turista un’immersione totale nella cultura locale. Molto è rimasto intatto: conservano ancora il fascino antico di un mondo rurale vivo più che mai e le atmosfere di un tempo. Molte cose, invece, sono cambiate, indubbiamente  in meglio: la cura dei dettagli, l’attenzione al nuovo e la voglia di reinventarsi, frutto di uno spirito conservativo e innovativo allo stesso tempo. Lo spirito di chi ha capito che per tenere in vita il passato, è indispensabile guardare al futuro. Spesso le masserie sono gestite dagli stessi proprietari, che tutelano la storicità delle strutture e ne celebrano il loro importante ruolo legato alla tradizione, ai legami con il territorio.

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