I piccoli borghi, risorsa insostituibile dell’Italia

Come cambia il turismo durante la pandemia, i dati del 2019 e le prospettive future

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:10

Le città d’arte, le località di mare, i luoghi di montagna. E non solo: la campagna, la collina, i laghi… l’Italia è tutta bella ed è certamente meta turistica ambita da tutto il mondo. Ma se c’è un piccolo fiore all’occhiello che non smette di attrarre turisti, sia italiani, sia stranieri, sono i piccoli borghi veri e propri gioielli italiani.

I borghi più belli d’Italia

Dai più piccoli come Cornello di Tasso nella bergamasca e Ostana nell’Alta Valle del Po Piemontese, che insieme non arrivano a 100 residenti, a quelli più blasonati come Capalbio, arroccato nella Maremma toscana, o Otranto sul blu del mare della Puglia. Sono i tesori di patrimonio artistico e naturale de I Borghi più belli d’Italia, Associazione che raccoglie 315 piccoli centri storici d’eccellenza inferiori ai 15 mila abitanti pronti a mostrarsi nella nuova Guida 2021-2022 e a festeggiare un 2020 che per loro sembra resistere anche alla pandemia.

Turismo e pandemia

“Le necessità sono ancora tante – racconta il presidente Fiorello Primi – Serve un piano nazionale per il digital divide, la messa in sicurezza del territorio e, in alcuni casi, anche delle strade. Ma i borghi si confermano la spina dorsale di questo Paese. Lo abbiamo visto anche la scorsa estate – aggiunge – quando, in alcune realtà della nostra rete, tra giugno e settembre il turismo ha raggiunto dati persino migliori dello stesso periodo del 2019″. Non ovunque. In alcuni casi “i turisti invece sono scappati”, ma sarà uno spunto “per studiare un piano per portare tutti allo stesso livello una volta passata la pandemia”.

I dati dell’Istat

Secondo l’Istat, nel 2019 i Borghi più belli d’Italia hanno accolto oltre 4 milioni di arrivi (+16,0% rispetto al 2015 e +564 mila unità), di cui +23,2% stranieri e +11,3% italiani. Sono inoltre 14,8 milioni le giornate di presenza (+8,4% sul 2015, ovvero oltre 1,1 milione in più), con 12,1 giornate per abitante, contro la media nazionale di 7,2. Nei borghi, poi, si resta di più: 3,6 giorni rispetto alla media nazionale di 3,3. E anche la flessione del turismo 2020 dovuta alla pandemia, nei Borghi della rete è di circa 10 punti in meno rispetto al dato nazionale.

La versalità dei piccoli borghi

“Il Covid – commenta il presidente dell’Enit, Giorgio Palmucci – ha dimostrato quanto i piccoli comuni siano capaci di reagire in maniera rapida e versatile” innescando “nuove sinergie e nuovi modi di fare turismo, tracciando percorsi verso una rinnovata sostenibilità” fondamentali “quando torneremo a viaggiare, per evitare fenomeni di overtourism e restituire il vero Italian way of life”.

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