El Nino si è sviluppato nel Pacifico tropicale. Lo ha annunciato il Noaa, il servizio meteorologico degli Stati Uniti, che prevede potrà raggiungere il livello moderato o forte entro l’autunno. Si tratta di un fenomeno meteorologico consistente nel riscaldamento fino a tre gradi delle acque superficiali del Pacifico centro-meridionale e orientale che dura dai nove ai dodici mesi e si verifica con intervalli che vanno dai due ai sette anni. Tra i suoi effetti, inverni più caldi e secchi negli Stati Uniti settentrionali, tempeste invece più a sud e un aumento del rischio inondazione a causa dell’alta marea sulla costa occidentale degli Usa. El Nino però si ripercuote anche sulla biodiversità, spingendo i pesci a cambiare i loro spostamenti.
La previsione
Il Servizio Meteorologico degli Stati Uniti Noaa ha annunciato che il fenomeno meteorologico El Nino si è sviluppato nel Pacifico tropicale. El Nino è un periodico riscaldamento da 0,5 a 3 gradi delle acque superficiali del Pacifico centro meridionale ed orientale, di fronte alle coste dell’America Latina. Si verifica ogni 2 – 7 anni e dura dai 9 ai 12 mesi. La Noaa prevede che El Nino si intensificherà fino a raggiungere un livello moderato o forte in autunno. Tra gli effetti ci sono inverni caldi e secchi nel Nord degli Stati Uniti e tempeste e neve negli stati meridionali. I meteorologi prevedono una probabilità del 63% che le temperature superficiali del mare superino i 2,0 °C nella regione del Pacifico monitorata da El Nino. Se questa soglia viene superata, la Noaa considera l’evento un El Nino “molto forte”.
Inverno più caldo
El Nino tende ad essere più intenso durante i mesi invernali, e i suoi impatti globali sono in genere più significativi nell’inverno dell’emisfero settentrionale. Durante un tipico inverno caratterizzato da El Nino, la corrente a getto sull’Oceano Pacifico settentrionale tende a spostarsi verso sud, portando la traiettoria delle tempeste sulla fascia meridionale degli Stati Uniti. Questo spostamento verso sud della traiettoria delle tempeste porta anche a condizioni più secche sulle Montagne Rocciose settentrionali e nelle valli dell’Ohio e del Tennessee. Per quanto riguarda le temperature, El Niño spesso si traduce in un inverno più caldo del normale negli Stati Uniti settentrionali.
Rischio inondazioni
El Nino provoca venti in quota più forti che tendono a sopprimere lo sviluppo di tempeste e uragani nel bacino atlantico, e venti più deboli che tendono a favorire lo sviluppo di cicloni tropicali nei bacini del Pacifico orientale e centrale. Il rischio di inondazioni dovute all’alta marea potrebbe aumentare in alcune zone degli Stati Uniti, soprattutto sulla costa occidentale.
Effetti sulla biodiversità
El Nino provoca anche cambiamenti nella migrazione di pesci e altri organismi oceanici, con le specie di acque calde che si spostano verso nord, mentre le specie di acque fredde si spostano più a nord o in acque più profonde. Questi cambiamenti comportamentali influiscono sulla crescita, la sopravvivenza e la riproduzione. I precedenti episodi di El Nino hanno anche favorito la formazione di fioriture algali nocive lungo la costa occidentale degli Stati Uniti.
Il commento
“Ogni El Nino è diverso. Ognuno è unico e lascia la propria impronta sul nostro clima”, ha dichiarato Ken Graham, direttore del National Weather Service (Nws) della Noaa.
Fonte Ansa

