Sessanta giorni di stato di emergenza su quasi metà del territorio nazionale. Lo ha annunciato il governo del Perù per il rischio di forti piogge dovute al fenomeno climatico noto come El Niño, consistente nel riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico e lungo la costa orientale Sud America può causare intense precipitazioni e inondazioni. Il provvedimento riguarda 796 distretti, aree considerate ad alto e altissimo rischio idrogeologico.
Rischio idrogeologico
Il governo del Perù ha dichiarato lo stato d’emergenza in 796 distretti, pari a circa il 40% del territorio nazionale, per il rischio di forti piogge legate al fenomeno climatico El Niño. Nel decreto pubblicato oggi Lima prevede misure straordinarie per un periodo di 60 giorni. Il provvedimento, firmato dal presidente uscente José Maria Balcazar, riguarda aree considerate ad “alto” e “altissimo” rischio idrogeologico e interessa, tra le altre, le regioni di Lima, Cusco e Arequipa.
Il provvedimento
Lo stato d’emergenza consentirà alle autorità di intervenire con procedure accelerate per ridurre i rischi per la popolazione e rafforzare le attività di prevenzione e risposta. Secondo il decreto, saranno i governi regionali e locali a coordinare gli interventi insieme agli organismi nazionali competenti. Le operazioni saranno finanziate con le risorse già disponibili nei bilanci delle amministrazioni coinvolte, senza ricorrere a fondi aggiuntivi del Tesoro pubblico.
Riscaldamento anomalo
El Niño è un fenomeno climatico provocato dal riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico, che altera i regimi meteorologici in diverse aree del pianeta. In Sud America può causare precipitazioni eccezionali, inondazioni e frane lungo la costa pacifica, mentre in altre regioni del mondo è associato a periodi di siccità e a ripercussioni sulla produzione agricola.
Fonte Ansa

