Per ragione di Stato

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Ancora una volta il prezzo del barile del petrolio, pur calando ai livelli del 2018 (50 dollari al barile), è sempre lo stesso alla pompa rispetto ai 70 dollari al barile del giugno scorso. Se qualcuno domanda del perché avviene questo fenomeno anomalo, i tecnici dei petrolieri rispondono che i meccanismi sono talmente delicati e lenti, da rendere i prezzi poco modificabili all’istante, e dunque richiedonti tempo. Ma queste valutazioni lasciano il tempo che trovano, giacché quando aumenta il barile, la velocità di adeguamento all’insù è assicurata velocemente. Poi, se notate invece il comportamento dei governanti in questi casi, pur essendo loquacissimi su ogni tema, magari secondari, sul carburante ammutoliscono. Sono convinto che si comportino così almeno per due motivi: di solito non amano contrastare i petrolieri ma, soprattutto, a loro non piace spiegare che la parte fiscale sull’ammontare del costo del carburante alla pompa vale 2/3 del costo complessivo. Inoltre, ancora, evitano di  riferire che il picco di tassa che si raggiunge sul petrolio pare che rimanga invariato anche in caso di calo. Naturalmente i ministri responsabili dell’energia e dell'economia fanno così solo per ragioni di Stato. Almeno così riferiscono ambienti informati.

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